""Bene, questo comune fa guadagnare a mezzo di euro"valore" il conferimento dei rifiuti e e parallelamente cala la tassa tari , in quanto conferendo meno in discarica risparmia in maniera netta.
Un "cerchio" chiuso elementare, di imbarazzante facilità.
"Noi" NO, noi non abbiamo eco incentivo, non abbiamo risparmi sulla conferenza, abbiamo picchi tra il 20% e addirittura il 60% di differenziata.""
Più differenzi più vieni premiato, cittadini guadagnano con i rifiuti
C'è un piccolo comune (poco meno di 3mila abitanti), inerpicato sui Monti Dauni, dove i cittadini possono guadagnare con i rifiuti. A Biccari il giovane sindaco Gianfilippo Mignogna non ci ha pensato due volte ad utilizzare un finanziam................Ma come funzionano i buoni spesa? Quanto valgono i rifiuti? Carta e cartone: 0,05 euro al kg; Plastica: 0,20 euro al kg; Alluminio: 0,20 euro al kg; Vetro: 0,05 euro al kg; Così al raggiungimento di un controvalore minimo di 10 euro esibendo la ricevuta dei rifiuti conferiti, sarà possibile ritirare presso il negozio un “ecobuono” da utilizzare negli esercizi commerciali convenzionati...........................continua
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mercoledì 2 dicembre 2015
martedì 2 dicembre 2014
Daccapo, il progetto che riusa le cose
Due comuni - Lucca e Capannori - la Caritas, un'associazione che già il nome è tutto un programma "Ascolta la mia voce". Ascit (la società locale che gestisce la raccolta differenziata) e Sistema ambiente. Sono questi i soggetti che hanno pensato e messo in piedi un progetto intelligente e utile come "Daccapo".
"Daccapo" è un sistema di riuso solidale che mira a sensibilizzare i cittadini al 'non spreco' ed alla riduzione dei rifiuti, attraverso il riuso a fini solidali degli oggetti, dei vestiti e dei mobili altrimenti destinati alla discarica. Ad oggi sono già oltre 15 le tonnellate di oggetti risparmiati a discariche e inceneritori e rimesse in circolo per persone e soggetti svantaggiati.
Funziona così: i cittadini che intendono disfarsi di elettrodomestici, mobili, libri e vestiti usati, giocattoli (il tutto deve essere in buono stato) possono consegnarli in due centri presenti sul territorio, dove volontari delle varie realtà coinvolte li catalogano e, se necessario, rimettono in sesto. I servizi sociali dei due comuni segnalano alle famiglie in difficoltà che seguono i prodotti e gli oggetti disponibili che poi vanno a ritirare, e il gioco è fatto.
Tutti vincono. L'ambiente, perché si allunga la vita alle cose che non diventano rifiuti da smaltire. Le persone, che possono beneficiare di oggetti che non sarebbero stati in grado di acquistare. I comuni, che possono offrire un servizio a costo zero in un momento difficile come questo, in cui dare contributi diretti alle persone è quanto mai complesso tra patti di stabilità e tagli dallo Stato.
Un progetto da imitare nella settimana europea della riduzione dei rifiuti.
FONTE
Funziona così: i cittadini che intendono disfarsi di elettrodomestici, mobili, libri e vestiti usati, giocattoli (il tutto deve essere in buono stato) possono consegnarli in due centri presenti sul territorio, dove volontari delle varie realtà coinvolte li catalogano e, se necessario, rimettono in sesto. I servizi sociali dei due comuni segnalano alle famiglie in difficoltà che seguono i prodotti e gli oggetti disponibili che poi vanno a ritirare, e il gioco è fatto.
Tutti vincono. L'ambiente, perché si allunga la vita alle cose che non diventano rifiuti da smaltire. Le persone, che possono beneficiare di oggetti che non sarebbero stati in grado di acquistare. I comuni, che possono offrire un servizio a costo zero in un momento difficile come questo, in cui dare contributi diretti alle persone è quanto mai complesso tra patti di stabilità e tagli dallo Stato.
Un progetto da imitare nella settimana europea della riduzione dei rifiuti.
FONTE
sabato 8 novembre 2014
Veloci, più veloci
martedì 30 settembre 2014
Risvegli
Qua e la segnalano gli aumenti in bolletta, embe????benvenuti nel mondo vero!!!!!
Era gia tt pianificato, aumenta ogni 3 mesi!.........per non dimenticare il vecchio e sano attivismo dei meetup.......................... era il 2005: Con la delibera n. 6 del 1992 (CIP6) il "Comitato Interministeriale Prezzi" ha stabilito una maggiorazione del 6% del prezzo finale dell'energia elettrica a carico del consumatore,quei ricavi provenienti da questo sovrapprezzo vennero utilizzati in parte per promuovere la ricerca e gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili ed assimilate(quel cornuto di prodi); l'attenzione maggiore è andata tutta all'incenerimento di rifiuti (un 80ina di miliardi bruciati).
Oggi produciamo scarso il 30% da rinnovabili............cornuti al quadrato, questo sono.
Era gia tt pianificato, aumenta ogni 3 mesi!.........per non dimenticare il vecchio e sano attivismo dei meetup.......................... era il 2005: Con la delibera n. 6 del 1992 (CIP6) il "Comitato Interministeriale Prezzi" ha stabilito una maggiorazione del 6% del prezzo finale dell'energia elettrica a carico del consumatore,quei ricavi provenienti da questo sovrapprezzo vennero utilizzati in parte per promuovere la ricerca e gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili ed assimilate(quel cornuto di prodi); l'attenzione maggiore è andata tutta all'incenerimento di rifiuti (un 80ina di miliardi bruciati).
Oggi produciamo scarso il 30% da rinnovabili............cornuti al quadrato, questo sono.
venerdì 26 settembre 2014
Forse Domani
"Assurdistan Island" ,TARI nei bilanci dei 6 comuni :
OGGI
- Conferendo per “ipotesi”
il 100% dei rifiuti ( senza avere la differenziata) a circa 200euro per
tonnellata( STIR+trasporto) , circa 40mila tonnellate annue, pari a 8 milioni di
euro.
- Circa 250 operatori
ecologici a circa 1700euro lordi al mese, sono circa 5milioni di euro
annui.
- Ci restano circa 10milioni
di euro per il resto(ammodernamento mezzi, assicurazioni, carburante,
attrezzatura….)
circa25milioni di euro
__________________________________________________________________
FORSE DOMANI
Ora , se per “ipotesi” facessimo realmente un 50% di differenziata + incentivi virtuosi e "opere" di riduzione a monte, avremmo:
Ora , se per “ipotesi” facessimo realmente un 50% di differenziata + incentivi virtuosi e "opere" di riduzione a monte, avremmo:
- circa 10mila tonnellate da
conferire, circa 2 milioni di euro
- Circa 250 operatori
ecologici a circa 1700euro lordi al mese, sono circa 5milioni di euro
annui.
- Con 5 milioni di euro : riconvertire
in 10anni il parco mezzi(sostenibili), agevolazioni su mutuo e assicurazione , riduzione spesa
carburante, no bollo, attrezzature ……)
circa10milioni di euro
In proporzione pagheremmo la meta di oggi , sia residenziale che attività……nessun stipendio “alterato” e uguale forza lavoro.
La spesa è destinata a calare, continuando a Differenziare & Ridurre .
energie e ambiente
Davide Iacono,
Economia,
movimento 5 stelle,
Raccolta differenziata,
raccolta oli esausti,
Rifiuti,
Sostenibilità ambientale,
vuoto a rendere,
ZeroWaste
lunedì 15 settembre 2014
Etichette energetiche errate
L’acquisto di un elettrodomestico è sempre più una scelta che si basa non solo sulle sue caratteristiche tecniche, ma anche da un punto di vista di consumi ed efficienza energetica, per questo delle etichette energetiche sbagliate costituiscono un notevole danno economico.
Per quanto possa sembrare improbabile, recenti ricerche dimostrano che un’etichetta su tre (quindi il 33% degli elettrodomestici in commercio), risulta sbagliata.
A lanciare l’allarme, uno studio di Legambiente, portato avanti in collaborazione con il Movimento di Difesa del Cittadino.
Il progetto Marketwatch, ha analizzato un campione di oltre 2.500 prodotti (venduti sia online che in negozio) e i risultati sono un po’ preoccupanti. Un terzo delle etichette, infatti, è risultato non corretto o addirittura assente; tra i prodotti “peggiori”, sono stati segnalati i televisori, i condizionatori e le cantinette.
Non è finita qui; si è anche riscontrato che molti rivenditori non rispettano l’obbligo di consegnare la scheda tecnica al consumatore, violando di fatto la normativa Ecodesign.
Tutto ciò si traduce in un danno per il consumatore, che non è messo nelle condizioni di potersi documentare correttamente circa i consumi e i costi degli apparecchi che metterà in casa, e un danno per l’ambiente, al quale non viene garantita la tutela necessaria.
E a livello economico è una perdita non poco rilevante, quantificabile in circa 400 € a famiglia.
Inoltre, le etichette energetiche sbagliate causano un abbattimento annuo di emissioni CO2 legato agli elettrodomestici di classi ad elevato risparmio, pari a circa 500 milioni di tonnellate, ossia l’1,5% delle emissioni mondiali. Purtroppo, però, secondo gli ambientalisti soltanto il 10% degli elettrodomestici in commercio riporta informazioni corrette sui consumi energetici.
FONTE
Per quanto possa sembrare improbabile, recenti ricerche dimostrano che un’etichetta su tre (quindi il 33% degli elettrodomestici in commercio), risulta sbagliata.
A lanciare l’allarme, uno studio di Legambiente, portato avanti in collaborazione con il Movimento di Difesa del Cittadino.
Il progetto Marketwatch, ha analizzato un campione di oltre 2.500 prodotti (venduti sia online che in negozio) e i risultati sono un po’ preoccupanti. Un terzo delle etichette, infatti, è risultato non corretto o addirittura assente; tra i prodotti “peggiori”, sono stati segnalati i televisori, i condizionatori e le cantinette.
Non è finita qui; si è anche riscontrato che molti rivenditori non rispettano l’obbligo di consegnare la scheda tecnica al consumatore, violando di fatto la normativa Ecodesign.
Tutto ciò si traduce in un danno per il consumatore, che non è messo nelle condizioni di potersi documentare correttamente circa i consumi e i costi degli apparecchi che metterà in casa, e un danno per l’ambiente, al quale non viene garantita la tutela necessaria.
E a livello economico è una perdita non poco rilevante, quantificabile in circa 400 € a famiglia.
Inoltre, le etichette energetiche sbagliate causano un abbattimento annuo di emissioni CO2 legato agli elettrodomestici di classi ad elevato risparmio, pari a circa 500 milioni di tonnellate, ossia l’1,5% delle emissioni mondiali. Purtroppo, però, secondo gli ambientalisti soltanto il 10% degli elettrodomestici in commercio riporta informazioni corrette sui consumi energetici.
FONTE
giovedì 4 settembre 2014
Siete degli Ebeti
Come accennato giorni fa agli esaltati per lo "sblocca Italia" , tutto ruota sulla costruzione massiccia di inceneritori(solo per la Campania 5 ). Prenderei per prima a legnate chi elegge "sti sfigati" come sempre, che si lasciano abbindolare sistematicamente.
Giusto a menzionare 2 numeri:
Ci ammaleremo sempre più, diventeremo "scemi" sul ciclo rifiuti, perderemo territorio per la costruzione impianti trattamento e per lo stoccaggio "residui", pagheremo il servizio circa il 40% in più per la vostra felicità, si prospetta un futuro non di merda, ma molto peggio.
Qui un articolo del fatto quotidiano
Giusto a menzionare 2 numeri:
Ci ammaleremo sempre più, diventeremo "scemi" sul ciclo rifiuti, perderemo territorio per la costruzione impianti trattamento e per lo stoccaggio "residui", pagheremo il servizio circa il 40% in più per la vostra felicità, si prospetta un futuro non di merda, ma molto peggio.
Qui un articolo del fatto quotidiano
mercoledì 3 settembre 2014
Dal 21 agosto 2014 sono entrate in vigore le sanzioni inerenti l’uso di sacchetti di plastica non bio degradabili
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n° 192 del 20 agosto 2014) della legge 11 agosto 2014, n. 116, di conversione del decreto-legge n. 91/2014 (c.d. decreto competitività), sono entrate in vigore le norme che regolano le sanzioni per commercializzazione di sacchetti di plastica non biodegradabili, anche se ceduti a titolo gratuito. I commercianti dal 21 agosto non possono utilizzare sacchetti non conformi alla norma nemmeno cedendoli come omaggio. Secondo i dati contenuti nell’articolo di Confesercenti il nostro Paese, attraverso la normativa nata del 2011, è riuscito a raggiungere una riduzione del 50% in tre anni del volume degli shopper in circolazione, passando da circa 180 mila tonnellate nel 2010 a poco più di 90 mila nel 2013 ed ha migliorato qualità e quantità del rifiuto organico, creando un vero e proprio modello di raccolta differenziata. Una raccolta di normativa dettagliata è stata effettuata da AssoBioplastiche
sabato 10 maggio 2014
A Berlino il primo supermercato che dice “no” al packaging
Grazie della segnalazione di Gioacchino Taglialatela - Niente confezioni e pacchi di plastica, ingombranti e difficili da smaltire, niente sprechi, nessuna concessione al marketing.
A Berlino, due giovani imprenditrici stanno cercando i finanziamenti necessari per aprire il primo supermercato che ha scelto di dire “no” al packaging.
Sugli scaffali di Original Unverpackt, questo il nome del negozio che verrà, 600 prodotti (accuratamente selezionati) saranno venduti esclusivamente sfusi, senza confezioni vistose e inquinanti, con un occhio di riguardo per i prodotti vegani.
Dalla marmellata alla farina, dal sapone liquido alle caramelle, tutto si potrà comprare al grammo, all’etto, o al chilo. Per acquistare i prodotti, i clienti potranno servirsi delle confezioni che già utilizzano nella vita quotidiana, oppure degli appositi contenitori riutilizzabili messi a disposizione dal supermercato.
original_unverpackt 2
«Nella sola Germania, ogni anno, 16 milioni di tonnellate di imballaggi finiscono nel cestino. La maggioranza di queste confezioni non vengono riciclate», spiegano Sarah Wolf e Milena Glimbovski, che partendo da questo dato hanno ideato Original Unverpackt.
La loro start-up, attualmente, sta cercando i finanziamenti attraverso una campagna di crowdfunding lanciata sulla piattaforma Startnext. Obiettivo: 45mila euro.
In cambio di un aiuto economico, offrono buoni spesa riutilizzabili alla
energie e ambiente
Davide Iacono,
movimento 5 stelle,
Sostenibilità ambientale,
ZeroWaste
martedì 21 gennaio 2014
Un negozio a cui abolirei la TARES
Vi è mai capitato di pensare: “ma perché quando compro dei cereali oppure uno spazzolino devo metterci 5 minuti a disincastrarli dai rispettivi imballaggi, fatti di inutili separatori rigidi in cartone o plastica che non so mai nemmeno bene se posso riciclare?” Se vi riconoscete in questa scena tipo potete proseguire con interesse nella lettura. Da giugno infatti ha aperto anche a Milano il Negozio Leggero. “Leggero” perché la spesa qui si fa alla spina, economica e di qualità: severamente vietati imballaggi o confezioni che non siano vuoti a rendere. E si trova di tutto.
Che cosa si vende
I produttori sono tutti italiani e tre anni fa, in occasione dell’apertura del primo negozio di Torino, è stato fatto lo studio di partenza per la ricerca prodotti di cui anche il negozio milanese ricalca lo schema: riso, legumi e vini vengono dal Piemonte; i preparati per la cura e l’igiene della persona vengono fatti su indicazione dell’ente di ricerca da alcuni laboratori torinesi. E la ricerca continua, con lo studio delle tipicità regionali italiane e con uno sguardo alla cucina internazionale ed etnica: dalla cicerchia al pan masala. Per qualsiasi dubbio o curiosità sull’origine e la composizione delle merci è comunque a disposizione un archivio di schede prodotto consultabile a richiesta.
Ambiente e frequentatori
Il negozio è molto luminoso con arredi in legno e metallo: vedere la merce nei dispenser appaga l’occhio e il senso di economia degli spazi. Nessuno strillo pubblicitario, solo sostanza. I due “commessi” superpreparati sono Daniela (ex art director) e Claudio (che arriva dal mondo editoriale), sempre pronti a rispondere alle mille domande che tutti, curiosi e neoaffezionati clienti, gli pongono (posso testimoniarlo) sulla qualità, sul costo e sulla modalità di vendita. Negozio Leggero ha attirato fin dall’apertura, a giugno, l’attenzione di molte persone nella zona ma è già successo che qualcuno arrivi da
Che cosa si vende
I produttori sono tutti italiani e tre anni fa, in occasione dell’apertura del primo negozio di Torino, è stato fatto lo studio di partenza per la ricerca prodotti di cui anche il negozio milanese ricalca lo schema: riso, legumi e vini vengono dal Piemonte; i preparati per la cura e l’igiene della persona vengono fatti su indicazione dell’ente di ricerca da alcuni laboratori torinesi. E la ricerca continua, con lo studio delle tipicità regionali italiane e con uno sguardo alla cucina internazionale ed etnica: dalla cicerchia al pan masala. Per qualsiasi dubbio o curiosità sull’origine e la composizione delle merci è comunque a disposizione un archivio di schede prodotto consultabile a richiesta.
Ambiente e frequentatori
Il negozio è molto luminoso con arredi in legno e metallo: vedere la merce nei dispenser appaga l’occhio e il senso di economia degli spazi. Nessuno strillo pubblicitario, solo sostanza. I due “commessi” superpreparati sono Daniela (ex art director) e Claudio (che arriva dal mondo editoriale), sempre pronti a rispondere alle mille domande che tutti, curiosi e neoaffezionati clienti, gli pongono (posso testimoniarlo) sulla qualità, sul costo e sulla modalità di vendita. Negozio Leggero ha attirato fin dall’apertura, a giugno, l’attenzione di molte persone nella zona ma è già successo che qualcuno arrivi da
martedì 14 gennaio 2014
Gli Inceneritori non servono
Plastica, l’Europa vota per il riciclo - Incentivi all’industria del riciclaggio e non per gli inceneritori. Stop alle discariche
Con il voto di oggi, il Parlamento europeo chiede una svolta decisa rispetto alle pratiche fin qui largamente tollerate, in base alle quali il 79% dei nostri rifiuti plastici finisce nelle discariche o negli inceneritori invece di incentivare la nostra economia sotto forma di materiali secondari di scarto. Stiamo parlando di 20 milioni di tonnellate di materiale che non può essere gettato via». Sono parole di esultanza quelle di Vittorio Prodi al termine del voto all’Europarlamento: nella relazione approvata oggi (vedi allegato) dalla Plenaria di Starsburgo si chiede al Vecchio Continente un cambio di passo verso la rinnovabilità della materia. Approvando il
Con il voto di oggi, il Parlamento europeo chiede una svolta decisa rispetto alle pratiche fin qui largamente tollerate, in base alle quali il 79% dei nostri rifiuti plastici finisce nelle discariche o negli inceneritori invece di incentivare la nostra economia sotto forma di materiali secondari di scarto. Stiamo parlando di 20 milioni di tonnellate di materiale che non può essere gettato via». Sono parole di esultanza quelle di Vittorio Prodi al termine del voto all’Europarlamento: nella relazione approvata oggi (vedi allegato) dalla Plenaria di Starsburgo si chiede al Vecchio Continente un cambio di passo verso la rinnovabilità della materia. Approvando il
sabato 28 dicembre 2013
mercoledì 18 dicembre 2013
Se il Comune regala terra da coltivare
La Spezia – Il ritorno alla campagna non è solamente una aspirazione per chi non ne può più dello stressante trantran lavorativo, ma è soprattutto una questione che ha dimostrato tutta la sua valenza e attualità con i disastri causati dalle piogge autunnali degli ultimi anni. Proprio per questo l’amministrazione comunale della Spezia ha deciso di avviare un percorso di recupero delle aree collinari attraverso il progetto ‘Campagna urbana’, che si inserisce in un più ampio contesto di iniziative. Un programma che passerà per l’assegnazione ad aziende agricole o a semplici cittadini dal pollice verde di aree comunali e demaniali e che vorrebbe presto coinvolgere anche i privati che non sono in grado di prendersi cura degli appezzamenti che possiedono.
Questa mattina la giunta ha approvato il testo dei bandi con i quali il Comune mette a disposizione in maniera quasi gratuita (sarà richiesto un canone simbolico, per questioni burocratiche connesse alla possibilità di ricevere eventuali contributi Ue) dieci ettari di terre disseminate sulla fascia collinare che
giovedì 12 dicembre 2013
LED,la Luce diventa Virtuosa
Entro fine anno riqualificazione di oltre 600 punti luce a San Salvatore Monferrato (AL)
A San Salvatore Monferrato Il Natale si accende, ma quest’anno con le luci LED. Entro fine anno il comune sostituirà completamente tutti i vecchi e obsoleti punti luce a vapori di mercurio, installando apparecchi di illuminazione a LED sulle strade pubbliche, diminuendo di oltre il 40% la potenza installata e le emissioni di CO2, e reinvestendo il risparmio energetico ottenuto rinnovando e riqualificando totalmente la rete comunale, migliorando la qualità della vita dal punto di vista della sicurezza della circolazione stradale e della vivibilità dei cittadini. Si otterrà inoltre l’azzeramento dell’inquinamento luminoso. La regolazione dell’intensità nelle ore notturne permetterà un ulteriore notevole risparmio energetico. Si tratta della più grande operazione di rinnovo dell’illuminazione pubblica della storia di San Salvatore, svolta epocale che vede protagonista il nuovo sistema Archilede Evolution, che abbina un’elevata qualità della luce (più gradevole e calda e con un’ottima resa cromatica rispetto ai precedenti) a consumi notevolmente inferiori rispetto alla generalità degli
domenica 17 novembre 2013
Collaboriamo Ora
Stopbiocidio - Veramente un FIUMEINPIENA, circa 100mila partecipanti in condizioni meteo sfavorevoli, qui capisci davvero la gravità del problema e come è grande ed evidente il disagio.
Circa 40 isolani hanno dato voce e presenza , persone comuni(alcune neanche le conoscevo prima),presenti e conosciuti già dallo scorso evento del 26 ottobre. Ringrazio il popolo del WEB e i media per aver diffuso la partecipazione, mentre un ammonimento(ennesimo) va alle 6 amministrazioni isolane, che avrebbero almeno dovuto fare una propria affissione , o dare senso alla partecipazione per un evento popolare che non ci vede estranei alla problematica, anzi, ci colloca incredibilmente in "tetre statistiche".
Le ammonizioni oramai non si contano sono anni che si "grida" alla riduzione dei rifiuti e sono anni che non ascoltano, ieri erano 100mila a gridarlo (riduzione e bonifica), siamo in "defcon 1"!!! e non sfiora neanche lontanamente di poter dimezzare le 150tonnellate giornaliere in 6 mesi di rifiuti urbani, non interessa risparmiare la metà, inquinare la metà e dar lavoro al doppio dell attuale, non interessa.
Ieri abbiamo esternato in piazza "giustamente" e pacificamente, adesso pressiamo le 6 amministrazioni ,"giustamente" e pacificamente affinché collaborino, perchè sono loro che possono coordinare la comunità verso un percorso virtuoso. Siamo in tanti che lo vogliono!!!.
Avete sottoscritto all interno del patto tra i comuni il "Protocollo Connett", bhe adesso applicatelo, sono 10 punti che vi vengono bombardati da anni, iniziate a scegliere 2 come vi suggeriamo da tempo e applicateli con incisività, vi sarà una Regione riconoscente.
Circa 40 isolani hanno dato voce e presenza , persone comuni(alcune neanche le conoscevo prima),presenti e conosciuti già dallo scorso evento del 26 ottobre. Ringrazio il popolo del WEB e i media per aver diffuso la partecipazione, mentre un ammonimento(ennesimo) va alle 6 amministrazioni isolane, che avrebbero almeno dovuto fare una propria affissione , o dare senso alla partecipazione per un evento popolare che non ci vede estranei alla problematica, anzi, ci colloca incredibilmente in "tetre statistiche".
Le ammonizioni oramai non si contano sono anni che si "grida" alla riduzione dei rifiuti e sono anni che non ascoltano, ieri erano 100mila a gridarlo (riduzione e bonifica), siamo in "defcon 1"!!! e non sfiora neanche lontanamente di poter dimezzare le 150tonnellate giornaliere in 6 mesi di rifiuti urbani, non interessa risparmiare la metà, inquinare la metà e dar lavoro al doppio dell attuale, non interessa.
Ieri abbiamo esternato in piazza "giustamente" e pacificamente, adesso pressiamo le 6 amministrazioni ,"giustamente" e pacificamente affinché collaborino, perchè sono loro che possono coordinare la comunità verso un percorso virtuoso. Siamo in tanti che lo vogliono!!!.
Avete sottoscritto all interno del patto tra i comuni il "Protocollo Connett", bhe adesso applicatelo, sono 10 punti che vi vengono bombardati da anni, iniziate a scegliere 2 come vi suggeriamo da tempo e applicateli con incisività, vi sarà una Regione riconoscente.
giovedì 14 novembre 2013
Riciclare guadagnandoci
FONTE
sabato 9 novembre 2013
Credevi al paradiso??
Le splendide e gettonatissime Maldive, "cagano" 500 tonnellate al giorno di rifiuti non differenziati su 2 atolli oramai ricoperti ed in combustione perenne, gran parte finisce direttamente in mare, compreso quantità non quantificate di percolato.
energie e ambiente
Oceani,
Raccolta differenziata,
Sostenibilità ambientale
giovedì 7 novembre 2013
Come rimuovere 7 milioni di tonnellate di rifiuti dall’oceano
Progettiamo tecnologie capaci di operare a distanza su di un altro pianeta, il microchip inserito sotto pelle che se vuoi ti blocca la pipi che ti scappa...........e ste "zattere" che ripulirebbero gran parte neanche le immaginano!!!!!
“La storia dell’uomo è fondamentalmente un elenco di cose che non potevano essere fatte, e che poi sono state fatte”: questo il motto del giovane Boyan Slat, diciannovenne olandese che ha perfezionato un progetto potenzialmente in grado di ripulire gli oceani delle 7 tonnellate di plastica che attualmente si trova nelle acque e che mette a rischio interi ecosistemi. Quello dei vortici di plastica presenti negli oceani è un problema di primaria importanza, in continua crescita e considerato, fino ad oggi, di impossibile soluzione. A far cambiare idea al mondo, però, potrebbe essere la struttura progettata dal giovane studente di tecnologie e appassionato di ambiente e sostenibilità, in grado di ripulire un vortice di medie dimensioni in soli cinque anni. Il progetto dell’Ocean CleanUp Array, questo il nome della struttura galleggiante, si
“La storia dell’uomo è fondamentalmente un elenco di cose che non potevano essere fatte, e che poi sono state fatte”: questo il motto del giovane Boyan Slat, diciannovenne olandese che ha perfezionato un progetto potenzialmente in grado di ripulire gli oceani delle 7 tonnellate di plastica che attualmente si trova nelle acque e che mette a rischio interi ecosistemi. Quello dei vortici di plastica presenti negli oceani è un problema di primaria importanza, in continua crescita e considerato, fino ad oggi, di impossibile soluzione. A far cambiare idea al mondo, però, potrebbe essere la struttura progettata dal giovane studente di tecnologie e appassionato di ambiente e sostenibilità, in grado di ripulire un vortice di medie dimensioni in soli cinque anni. Il progetto dell’Ocean CleanUp Array, questo il nome della struttura galleggiante, si
domenica 13 ottobre 2013
Avvistati "Alieni" a Milano
Taglio del nastro a Cascina Cuccagna a Milano per l'inaugurazione . Cascina Cuccagna, ad inaugurare una compostiera elettromeccanica (LaCompostiera.it) prodotta dalla SME di Mondovì (CN).
Queste sono iniziative serie, impegno concreto dell amministrazione e sicuro coinvolgimento della popolazione, per non parlare del "bello"che si crea anche in rioni dove non ce "verde", sull'isola d'ischia in 6 anni ancora neanche comprendono l esistenza!!!!ancora a pensare a mega impianti, senza che neanche si effettui una corretta scissione del secco dall'umido!!!
"O Paese e Pulicinell simm"
energie e ambiente
Compost,
Compostaggio,
Davide Iacono,
movimento 5 stelle,
Prodotti BIO,
Sostenibilità ambientale
martedì 1 ottobre 2013
Orto e le sue declinazioni
"Ortiloquiando:dell'orto e delle sue declinazioni" più che un documentario è il racconto, attraverso una serie di interviste ad amiche e amici di lunga e recente frequentazione, del carattere di un personaggio molto conosciuto in Italia e nel mondo, il "Signor Orto", in pratica è un piccolo viaggio tra le moltitudini di realtà collegate alla pratica dell'Orto non per spiegare i motivi che portano a lavorare la terra ma per invogliare chi ascolterà queste "interviste" a crearne altre.
Il bello di realizzare un
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