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sabato 9 novembre 2013

Credevi al paradiso??

Le splendide e gettonatissime Maldive, "cagano" 500 tonnellate al giorno di rifiuti non differenziati su 2 atolli oramai ricoperti ed in combustione perenne, gran parte finisce direttamente in mare, compreso quantità non quantificate di percolato.

giovedì 7 novembre 2013

Come rimuovere 7 milioni di tonnellate di rifiuti dall’oceano

Progettiamo tecnologie capaci di operare a distanza su di un altro pianeta, il microchip inserito sotto pelle che se vuoi ti blocca la pipi che ti scappa...........e ste "zattere" che ripulirebbero gran parte neanche le immaginano!!!!!
“La storia dell’uomo è fondamentalmente un elenco di cose che non potevano essere fatte, e che poi sono state fatte”: questo il motto del giovane Boyan Slat, diciannovenne olandese che ha perfezionato un progetto potenzialmente in grado di ripulire gli oceani delle 7 tonnellate di plastica che attualmente si trova nelle acque e che mette a rischio interi ecosistemi. Quello dei vortici di plastica presenti negli oceani è un problema di primaria importanza, in continua crescita e considerato, fino ad oggi, di impossibile soluzione. A far cambiare idea al mondo, però, potrebbe essere la struttura progettata dal giovane studente di tecnologie e appassionato di ambiente e sostenibilità, in grado di ripulire un vortice di medie dimensioni in soli cinque anni. Il progetto dell’Ocean CleanUp Array, questo il nome della struttura galleggiante, si

mercoledì 5 giugno 2013

Paradossi Italiani

Che paradossi si scoprono! in Giappone la pesca nelle proprie acque è praticamente vietata per il quasi 100%( idioti loro e il nucleare), ma grazie a svendite dello stato italiano, possono pescare a circa 15miglia dalle nostre coste tutto quel che vogliono con pescherecci container con tanto di aereo frigorifero. In Italia(giustamente) ed in particolare ad Ischia dove ho un pò sondato l’ambiente, ci sono grossissime limitazioni di pesca, pesca che è nel baratro più totale, quindi il paradosso è che limitiamo il popolo Italiano, ma allo stesso tempo ci svendiamo in bianco ad altri paesi.
Non lo accetto. 
Associo questo sfogo al comparto isolano che subisce la beffa doppia, alcuni pescatori lanciati in progetti sostenibili quali il montare i motori ibridi alle proprie imbarcazioni, sono totalmente abbandonati dai comuni , provincia, regione e stato. Siamo una penisola che giustamente tra i tanti comparti lavorativi ha in quello della pesca un forte braccio di lavoro e storia, il quale va giustamente limitato e controllato, ma il fare 2 pesi e 2 misure risulta una beffa non indifferente( danno ambientale, sociale ed economico).
Un tema che va seguito e affrontato nelle giuste sedi.

mercoledì 28 marzo 2012

Si è aperto il pozzo dell'inferno

Colossale fuga di gas nel Mare del Nord 
Bellona: «Si è aperto il pozzo dell'inferno»

La Total ha annunciato ieri sera che la colossale fuga di gas in atto sul sito di Elgin, nel Mare del Nord al largo della Scozia, era ancora in corso e di aver evacuato 332 lavoratori: 258 da Elgin e il resto dalla piattaforma Shearwater a 6 km da Elgin e dalla Hans Deul gestita dalla Shell. La multinazionale francese ha avviato un piano di emergenza ed ha mobilitato un team per la gestione della crisi ad Aberdeen e sta seguendo l'evoluzione della situazione utilizzando navi inviate nei dintorni del pozzo di Elgin, mentre assicura che la sua filiale Britannica, Total EP UK Limited, è in contatto con le autorità competenti. Sono state create una zona di esclusione ed una no-fly zone intorno ad Elgin. Gli aerei sono autorizzati a volare a una distanza di 4,8 km e ad un'altezza non inferiore a 1.212 metri, e le imbarcazioni devono mantenersi ad una distanza di 2 miglia nautiche. In realtà la Total sta combattendo contro un'enorme a perdita di gas originatasi dalla sua Elgin/Franklin North Sea che starebbe avvenendo a circa 2 kg al secondo. La multinazionale ha mobilitato la jack-up Rowan Gorilla V per vedere se è possibile eseguire una trivellazione che fermi o riduca la fuga di gas in corso, un'operazione che potrebbe richiedere mesi. Le preoccupazioni ambientali per l'immissione di una grande quantità di gas serra in atmosfera crescono e il presidente dell'associazione ambientalista/scientifica Bellona, Frederic Hauge, spiega: «Stimiamo che