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lunedì 25 aprile 2016

Piccoli contadini

Al “Cannavale” si insegna la Giornata della Terra
I piccoli allievi della scuola elementare di Piedimonte hanno “seminato” il futuro.
Nella giornata di ieri tutti i fedelissimi dei Social Network hanno avuto modo di ricordare, o per molti sarebbe il caso di dire scoprire, la giornata mondiale della Terra, una giornata di sensibilizzazione su una tematica di fondamentale importanza come il rispetto del pianeta che ci ospita e che assume, alla luce del recente referendum sulle trivellazioni in Italia, dei connotati ancora più forti e, se vogliamo, stridenti. Nata nel 1970 per volontà delle Nazioni Unite, la Giornata Mondiale della Terra ha raggiunto una maggiore popolarità mediatica solo negli ultimi anni coinvolgendo qui in Italia famosissimi cantanti come Pino Daniele, Morcheeba, Carmen Consoli e tanti altri che hanno prestato le loro voci per concerti a favore della sensibilizzazione sul tema. Dai grandi personaggi dello spettacolo ai piccoli cittadini del futuro, il passo è breve e così, vista la necessità di insegnare per tempo alle nuove generazioni il rispetto per l’ambiente e l’amore per la madre Terra, ecco che il plesso scolastico di Piedimonte ha deciso di far conoscere a due delle sue classi elementari questo tema facendo toccare loro con mano la terra per “seminare il futuro”. Accompagnati dalle insegnanti Carmen Vuoso, Anna Maida e Rosanna Mollica e guidati presso la Tenuta del Cannavale “Ischia Bio”, a Fiaiano, dalla guida escursionistica ed educatrice ambientale Marianna Polverino, i piccoli coltivatori per un giorno delle seconde A e B hanno avuto modo di scoprire il nome di diversi fiori, piante selvatiche ed ortaggi e di piantarne materialmente alcuni imparando così che il rispetto della Terra parte dalla semplicità di un gesto antico ma fondamentale: chinarsi al cospetto della natura e preservarla aiutandone la conservazione. Nella prossima settimana ad essere coinvolti in questo progetto saranno le classi elementari di Buonopane e a fine maggio i bambini dei due plessi ritorneranno presso la Tenuta gestita dall’avvocato Antonio Rispoli per ammirare i frutti del loro impegno odierno di semina. Un modo, questo, di far vivere loro la

domenica 10 agosto 2014

Progetto orti etici: l’agricoltura sociale diventa realtà

Un chilo di prodotto di agricoltura sociale biologica, venduto in modo diretto ai consumatori al prezzo di mercato di 1,70 euro, assicura un margine di 0,35 euro per il progetto e consente un risparmio per le famiglie che li acquistano di 0,70 euro al kg rispetto ai normali canali di mercato, è la stima compiuta dall’Universitè di Pisa, che dal 2009 ha avviato il progetto Orti Etici, realizzato con il lavoro di persone a bassa contrattualità che compiono un percorso socio-riabilitativo tramite pratiche agricole e zootecniche.

L’analisi è contenuta in una tesi di Salvatore Griffo, 29 anni, originario di Bovalino Marina (Reggio Calabria), neolaureato in Produzioni agroalimentari e gestione degli agroecosistemi, evidenziando, spiega una nota dell’ateneo pisano, “il contenuto economico e sociale dei prodotti di agricoltura sociale con dati semplici, che fanno perè chiarezza sull’idea di coproduzione”. Dalla tesi emerge anche che al contenuto sociale se ne sommano altri: ogni chilo di verdura di agricoltura sociale realizza 6 minuti di lavoro inclusivo portando spesso un risparmio nell’uso dei farmaci consumati e rendendo le persone da percettori di assistenza a produttori di reddito e, dal punto di vista pubblico, consente il risparmio di 0,74 euro di spesa pubblica, per l’incremento di efficacia degli esiti sulle persone, ma anche per la differenza tra il costo del progetto Orti etici e altre ipotesi consuete di intervento.

Orti Etici – spiega Francesco Paolo Di Iacovo, relatore della tesi – è realizzato sui terreni condotti a San Piero, dal centro di ricerca interdipartimentale “Avanz”, in collaborazione innovativa con la cooperativa sociale Ponte Verde e con l’azienda agricola Bio-Colombini: l’iniziativa promuove formazione e inclusione sociale e lavorativa per persone inviate dai servizi per le tossicodipendenze, per l’esecuzione della pena all’esterno del carcere e dal distretto di salute mentale. Dal 2009 ha formato e incluso circa 50 persone assicurando, allo stesso tempo, la produzione di cibo fresco, locale, prodotto con tecniche biologiche.
FONTE

venerdì 11 aprile 2014

Orto Urbano

Il Comune di Barano d'Ischia ha acquistato un terreno in zona Matarace. Inizialmente destinato a progetti edificatori, fortunatamente bocciati, oggi viene messo a disposizione dei cittadini.
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sabato 8 marzo 2014

Cronologia dell uomo sull, isola d'Ischia


3500 a.c.
Presenza documentata dell'uomo a Ischia
1800 a.c.
Presenza documentata dell'uomo a Procida
VIII° secolo a.c.
Inizio della colonizzazione greca (Pithekoussai), che prosegue nella metà dello stesso secolo con la fondazione di Cuma ad opera dei Greci d'Ischia. Cuma diventa la principale città flegrea
VII° secolo a.c.
Insediamento di Partenope o Partenopolis sulla collina di Pizzofalcone
V° secolo a.c.
Prima metà: nasce Neapolis
524 a.c.
Gli Etruschi di Capua assalgono Cuma, ma sono respinti
474 a.c.
Nuovo tentativo etrusco di conquistare Cuma dal mare. Cuma si allea a Siracusa (Gerone), vince gli aggressori e cede Ischia ai siracusani che restano, forse, fino alla fine de V secolo
421 a.c.
I Sanniti sconfiggono Cuma
II° sec. a.c. (fine)
Scompare Pithekoussai
I° sec. a.c. (inizio)
Probabile insediamento di Aenaria nella zona dell'attuale Ischia
82 a.c.
Ischia si stacca da Napoli e passa sotto il controllo di Roma
29 a.c.
Tiberio cede Ischia a Napoli in cambio di Capri

giovedì 27 febbraio 2014

Non è un Paese per bambini

Barano(Fiaiano) - Nella zona Pineta c’è un area giochi che oramai dopo anni di dimenticanze è arrivata alla non “praticabilità”, numerose segnalazioni di mamme, ed ultima questa, con un chiaro responso fotografico.
Meglio levare tutto e si lascia lo spazio per far giocare di fantasia, perchè lasciare da anni sto schifo?? perchè obbligare tanti a convivere con queste trappole per passare una tranquilla giornata in pineta?


giovedì 18 luglio 2013

Compostaggio domestico :cenni di legislazione

Tutto ciò che finora è stato fatto in Campania per incentivare lo studio ,la conoscenza e la tecnica della pratica del compostaggio. 
Compostaggio domestico :cenni di legislazione 
ALLEGATO 1 SISTEMA DI MONITORAGGIO E METODO STANDARD DI CERTIFICAZIONE DELLE PERCENTUALI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI DELLA REGIONE CAMPANIA . 
Autocompostaggio: Il compostaggio è un processo naturale che trasforma gli scarti vegetali e la frazione umida dei rifiuti in compost da utilizzare come ammendante per l’agricoltura o il giardinaggio. Applicato a livello domestico il compostaggio è definito autocompostaggio. I rifiuti che si possono compostare sono scarti di cucina, quali avanzi di frutta, verdura, carne,

venerdì 28 giugno 2013

Campania. Raccolta differenziata non a norma, saltano i fondi

"Ma va ......Non avevamo dubbi!!!"
Il Comune di Napoli rischia di perdere 250 mila euro e la Campania più di 2 milioni: il Corepla, il consorzio per la raccolta e il riciclaggio della plastica, ha giudicato impura una parte dei materiali differenziati raccolti e non ha pagato i 258,59 euro a tonnellate previsti per retribuire la consegna. Un dato che non sorprende visto che complessivamente in Campania finisce in discarica o ai termovalorizzatori il 30 per cento dei materiali raccolti in maniera selezionata. Ma gli amministratori contestano le scelte del consorzio. Sostiene Daniele Fortini, amministratore delegato di Asìa (l’azienda di raccolta del Comune di Napoli) e presidente di Federambiente: «Il consorzio della plastica, a differenza di quelli che raccolgono il vetro, la carta, il cartone o l’alluminio, usa un criterio a nostro parere iniquo. I materiali vengono pagati sulla base della loro purezza: ma il Corepla non dà un centesimo se

lunedì 24 giugno 2013

In Campania, Lazio e Sicilia sono andati persi 422 milioni di euro per il mancato riciclo dei rifiuti

In Campania, Lazio e Sicilia sono andati persi 422 milioni di euro per il mancato riciclo dei rifiuti nel solo 2012. In totale, nelle tre regioni i mancati benefici da raccolta differenziata sono di oltre 1,3 miliardi negli ultimi tre anni. Il dato è stato calcolato da Althesys. Oltre al danno, la beffa: il costo del non corretto riciclo potrebbe sommarsi alle nuove sanzioni che ieri la Commissione europea ha proposto di infliggere all’Italia per le emergenze rifiuti con il deferimento alla Corte Ue di giustizia (28.090 euro da pagare ogni giorno fino alla sentenza definitiva del 2014, con il rischio di una ulteriore maxi multa da 256.819 euro per ogni giorno di ritardo che il nostro paese accumulerà nel mettersi in regola). Un costo di 26 euro per ogni cittadino – “Nel 2012 la Campania, il Lazio e la Sicilia sono state caratterizzate da livelli di raccolta differenziata ancora inferiori rispetto ai best performer nazionali”, osserva Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca. “Una cattiva gestione che costa circa 26 euro a testa ad ogni cittadino delle tre regioni: si va dai 37 euro per i siciliani ai circa 9 per i campani”, aggiunge Marangoni. Nel Lazio il “mancato beneficio” più alto – Le tre regioni presentano al loro interno valori differenti. Dal confronto tra Sicilia e Campania emergono performance di raccolta differenziata molto diverse, nonostante il volume dei rifiuti prodotti sia simile: 2,6 milioni di tonnellate per la Campania e 2,4 per la Sicilia. In particolare, in Sicilia la differenziata raggiunge appena il 13,3%. La Campania, invece, ha conseguito il 41,5% (dati Ispra), un valore inferiore ma distante “solo” 10 punti percentuali dalle best practice. Il Lazio – spiegano gli analisti di Althesys – presenta un livello di raccolta differenziata basso (22,1%) rispetto ai volumi di rifiuti prodotti (3,2 milioni di tonnellate). Il mancato beneficio è quindi il più elevato e tocca i 187 milioni di euro.
FONTE