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sabato 8 novembre 2014

Veloci, più veloci

Perche vogliono "sfondare"ovunque?? perchè privatizzare l' acqua??...........






Perche abbiamo poco petrolio e poca acqua.................










Tutto secondo i piani, i piani "loro"  !!!!!


giovedì 2 ottobre 2014

Noi siamo le unghie

Picco del petrolio  =
"stallo" economico e rialzo del "costo" della vita...............
5 anni fa non fu una balla, ed oggi per "arginare" bucherebbero ovunque,in breve, come un tossico sotto le unghie!!!
Carenza di risorse, aumento dei "conflitti"........
5 anni fa non era una balla!!!

martedì 30 settembre 2014

Risvegli

Qua e la segnalano gli aumenti in bolletta, embe????benvenuti nel mondo vero!!!!!
Era gia tt pianificato, aumenta ogni 3 mesi!.........per non dimenticare il vecchio e sano attivismo dei meetup.......................... era il 2005: Con la delibera n. 6 del 1992 (CIP6) il "Comitato Interministeriale Prezzi" ha stabilito una maggiorazione del 6% del prezzo finale dell'energia elettrica a carico del consumatore,quei ricavi provenienti da questo sovrapprezzo vennero utilizzati in parte per promuovere la ricerca e gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili ed assimilate(quel cornuto di prodi); l'attenzione maggiore è andata tutta all'incenerimento di rifiuti (un 80ina di miliardi bruciati).
Oggi produciamo scarso il 30% da rinnovabili............‪cornuti‬ al quadrato, questo sono.

venerdì 18 gennaio 2013

La Basilicata non è un deserto

da Franco Ortolani - L'ambiente ideale per le attività petrolifere è il deserto: la Basilicata non è un deserto! L'ambiente ideale per le attività petrolifere è il deserto occidentale egiziano dove l'Eni ha rinvenuto un giacimento di idrocarburi. Quello che si fa nel deserto non si può fare in Basilicata che non è un deserto; piove, c’è acqua di superficie e acqua di falda, c’è suolo coltivable, ci sono attività agricole, ci sono abitanti. C’è tettonica attiva e ci sono terremoti. Nel deserto non piove, non c’è acqua di superficie nè acqua di falda. Non c’è suolo coltivabile, non ci sono attività agricole. Non ci sono abitanti. Non c’è tettonica attiva né terremoti.

giovedì 8 novembre 2012

65 anni fa

Giappone/Nissan - Dopo che la benzina durante la guerra(1947) era molto scarsa, ma l'elettricità era abbondante. Fu per questo motivo, che il governo  promosse la produzione di veicoli elettrici. Con questo incoraggiamento, naque la  "Tama" fu introdotta e guadagnò una grande reputazione: nei test di performance (condotti dal Ministero del Commercio e dell'Industria), è riuscito a migliorare le sue condizioni di catalogo con una gamma di crociera di 96,3 km e una velocità massima di 35,2 km / h.
Fu utilizzato come un taxi e in ruoli simili fino al 1950.

Una delle tante storie di questi tempi

Nata nel 2000 circolava in piccole aree degli stati Uniti, resta al "palo" fino a............ci furono una serie di proteste quando la Ford decise di demolire le TH!NK City rimaste in disuso( anno 2004). Dopo le proteste di vari gruppi ambientalisti, tra cui Greenpeace che raggiunse il tetto della sede principale Ford in Norvegia, la casa dell'ovale blu decise di trasportare le TH!NK City invendute nello stato nordeuropeo .
A partire dalla fine del 2007 la Think Global iniziò la produzione autonoma delle City, anche se con qualche difficoltà e sparute interruzioni produttive, fino alla bancarotta avvenuta nel giugno 2011.
**Nel 2009  la Th!nk si risolleva dalla crisi ed ottiene un importante traguardo: è il primo costruttore ad ottenere il nuovo certificato Euro EV, lanciato dalla Comunità Europea per incentivare la diffusione di vetture elettriche!!!
Wikipedia

domenica 2 settembre 2012

No grazie vado a piedi !


Lo schema di Ponzi dell’economia globale

Tratto dal libro PIANO B 4.0 - La pessima gestione dell’economia globale contemporanea assomiglia per molti versi a uno schema di Ponzi. Uno schema di Ponzi raccoglie denaro da un’ampia base di investitori e lo usa direttamente per redistribuire rendimenti. Crea l’illusione di promettenti rendite apparentemente dovute a oculati investimenti finanziari quando in realtà i proventi non sono altro che le quote di partecipazione versate dalle nuove reclute. Un fondo di investimento alla Ponzi può durare solo se l’afflusso di nuovi investitori è sufficiente a pagare le parti promesse agli investitori precedenti. Quando non basta più, il sistema collassa, proprio come nel caso del fondo di investimenti da 65 miliardi di dollari di Bernard Madoff nel dicembre del 2008. Sebbene l’economia globale non funzioni esattamente alla stessa maniera di un fondo di investimenti di Ponzi, ci sono delle somiglianze inquietanti. Fino al 1950 o giù di lì, l’economia globale viveva nei limiti delle proprie possibilità, intaccando solo ciò che era sostenibile ovvero la rendita fornita dai sistemi naturali che la sorreggevano. Ma nel momento in cui l’economia ha preso a crescere, moltiplicandosi con una progressione geometrica e ingigantendosi fino a superare il campo della sostenibilità, ha cominciato a

mercoledì 29 agosto 2012

In Norvegia dal 2015 stop alle auto a benzina, gasolio e a gas

"Niente ban sulle auto, in Norvegia". Così risponde cortesemente via mail il governo norvegese ad un cittadino italiano che pone una domanda. Questa sì, che è una notizia.             BUFALA DEL 2009 
RIPRESA E FATTA CIRCOLARE

Niente auto a benzina a partire dal 2015, la Norvegia punta sull’elettrico. L’industria automobilistica dovrà convertire la sua produzione in mezzi ibridi, elettrici, biodiesel o a idrogeno. La Norvegia così segna un grande punto nella battaglia contro l’inquinamento, battaglia che la Norvegia voleva già intraprendere quando si parlava di protocollo di Kyoto. La Norvegia, insieme a poche altre nazioni del Nord Europa, voleva addirittura rilanciare, portando al 30% la riduzione di anidride carbonica da raggiungere entro il 2015. La decisione di abbandonare l’auto a benzina a favore dell’auto elettrica e dell’ibrido nasce dalla volontà di superare la crisi economica. Il Governo di Oslo ha deciso di vietare la vendita di tutte le auto a benzina, a gasolio e a gas poichè bisogna pensare al futuro, pensare in positivo e decidere di combattere già la successiva crisi, quella climatica, consapevoli che la crisi economica sarà superata. Abbandonare l’auto a benzina e convertire il mercato delle auto è certamente una scelta coraggiosa. Ma anche una scelta conveniente, soprattutto se fosse presa in Italia. Con l’aumento costante della benzina preferire le auto elettriche porterebbe denaro nel portafoglio degli italiani.
FONTE

lunedì 20 agosto 2012

Record carburanti sull' Isola d' Ischia

Tanto per chi non lo ricordasse ad agosto scorso ,stessa indignazione e stavamo ad 1,576euro............in 1 anno un aumento del 30%.

Giorno 18 agosto 2012 comune di Barano
Giorno 20 agosto 2012 comune di Barano


Giorno 23 agosto 2012 comune di Barano

mercoledì 20 giugno 2012

Klm in volo con l'olio di frittura

Test sulla rotta Amsterdam-Rio de Janeiro Klm in volo con l'olio di frittura La compagnia aerea olandese Klm ha annunciato la realizzazione di un volo sulla rotta Amsterdam-Rio de Janeiro (Brasile) con biocarburante a base di olio di frittura. «Nell'aereo per Rio c'è circa il 20% di biocarburante» ha reso noto Klm, ottenuto dall'olio di frittura proveniente dai ristoranti. Klm in volo con l'olio di frittura La compagnia aerea olandese Klm ha annunciato la realizzazione di un volo sulla rotta Amsterdam-Rio de Janeiro (Brasile) con biocarburante a base di olio di frittura. «Nell'aereo per Rio c'è circa il 20% di biocarburante» ha reso noto Klm, ottenuto dall'olio di frittura proveniente dai ristoranti.

Fonte Sole 24 Ore

domenica 3 giugno 2012

7 anni fa


  • Nel 2005, prezzo benzina ad Ischia 1,30euro/lt

  • Nel 2012, prezzo benzina ad Ischia 1,96euro/lt

  • Oggi 3 settembre 2012 siamo a 2,041euro/lt

In 7 anni, il 50%

sabato 2 giugno 2012

Stop allo stoccaggio gas nelle aree a rischio sismico

Triste, perché non è bello attendere tragedie per far si che si proceda verso l' ovvio...........
"Giusto un monito per l'andazzo che si sta intraprendendo anche sull' Isola !!!!!!!!!!"
STOCCAGGIO GAS Cancellato il deposito sotterraneo Non si farà il deposito sotterraneo di stoccaggio di gas progettato a Rivara, nelle aree del modenese colpite dal terremoto. Dopo la contrarietà espressa dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini, e gli sbarramenti della Regione, lo stop ufficiale è arrivato dal minitero dello Sviluppo economico, che ha comunicato di awer «avviato le procedure di rigetto dell'istanza» presentata dalla Erg Rivara Storage. «La decisione, che chiude un lungo e complesso iter valutativo, tiene conto - rimarca il ministero - di specifiche valutazioni tecniche e geologiche che configurano una sostanziale non idoneità del sito».
Fonte 

mercoledì 28 marzo 2012

Si è aperto il pozzo dell'inferno

Colossale fuga di gas nel Mare del Nord 
Bellona: «Si è aperto il pozzo dell'inferno»

La Total ha annunciato ieri sera che la colossale fuga di gas in atto sul sito di Elgin, nel Mare del Nord al largo della Scozia, era ancora in corso e di aver evacuato 332 lavoratori: 258 da Elgin e il resto dalla piattaforma Shearwater a 6 km da Elgin e dalla Hans Deul gestita dalla Shell. La multinazionale francese ha avviato un piano di emergenza ed ha mobilitato un team per la gestione della crisi ad Aberdeen e sta seguendo l'evoluzione della situazione utilizzando navi inviate nei dintorni del pozzo di Elgin, mentre assicura che la sua filiale Britannica, Total EP UK Limited, è in contatto con le autorità competenti. Sono state create una zona di esclusione ed una no-fly zone intorno ad Elgin. Gli aerei sono autorizzati a volare a una distanza di 4,8 km e ad un'altezza non inferiore a 1.212 metri, e le imbarcazioni devono mantenersi ad una distanza di 2 miglia nautiche. In realtà la Total sta combattendo contro un'enorme a perdita di gas originatasi dalla sua Elgin/Franklin North Sea che starebbe avvenendo a circa 2 kg al secondo. La multinazionale ha mobilitato la jack-up Rowan Gorilla V per vedere se è possibile eseguire una trivellazione che fermi o riduca la fuga di gas in corso, un'operazione che potrebbe richiedere mesi. Le preoccupazioni ambientali per l'immissione di una grande quantità di gas serra in atmosfera crescono e il presidente dell'associazione ambientalista/scientifica Bellona, Frederic Hauge, spiega: «Stimiamo che

venerdì 23 marzo 2012

Alkè, i veicoli elettrici made in Italy

In anteprima sui siti Alkè i veicoli elettrici della gamma XT presentati sul mercato mondiale nel secondo semestre 2011 ed in grado di performance impressionanti in ogni ambiente. 
Gli avveniristici veicoli elettrici Alke' XT Un design futuristico, soluzioni tecniche allo stato dell’arte e 10 anni d’esperienza Alkè come pioniere nel campo dei veicoli elettrici fuoristrada portano questa nuova gamma di veicoli a risultati d’assoluta eccellenza. Gli XT420E e XT420EL sono i modelli di punta della gamma XT ed hanno trazione integrale permanente, triplo differenziale, marcia ridotta meccanica, bloccaggio differenziale centrale e posteriore. Con l’eccezionale coppia di 230Nm erogata dal motore elettrico AC da 12kW di ultima generazione consentono prestazioni invidiabili anche per veicoli 4WD diesel o benzina nati espressamente per il fuoristrada (un esempio per tutti la pendenza massima superabile del 64% impensabile fino ad oggi per qualsiasi altro veicolo elettrico). I “fratelli minori” XT320E e XT320EL con trazione posteriore mantengono la stragrande maggioranza delle caratteristiche dei modelli XT420E/EL e sono

venerdì 16 marzo 2012

Collasso

"Luglio 2011: i consumi di carburanti in Italia sono calati di quasi il 10%, e solo rispetto al 2010. Il consumo di benzina è calato del 12%. Con questo andazzo, non abbiamo neanche altri 5 anni di trasporto privato..."* Da quando ho scritto tutto questo sono passati nove mesi. Siamo a nuovi record del costo raffinati, i più cari in Europa (quindi del mondo... Fateci una riflessione...), margini operativi dei raffinatori quasi nulli, accise alle stelle ed eccoci in un nuovo collasso con la spesa alimentare tornata a livelli di 30 anni fa. Come previsto in altri post e da ben altre penne che il sottoscritto: ovviamente chissà quanti italiani nel frattempo avranno comprato una nuova auto, oppure una casa di vacanze a 400 km dalla prima casa, oppure sulle isole... Tanti auguri. Addio al greggio libico, addio a quello siriano, quello iraniano in forse, all'Italia non resta che tirare la cinghia e sperare che paesi come la Spagna saltino letteralmente per aria per potersi approvvigionare col greggio che spetterebbe a loro. Tutto era previsto, scritto. Altro che le parole tecnicamente rassicuranti del caro Scaroni o dei giornali economici o degli studi di banche e "think tank" dei bocconiani di turno, andatevi a cercare le dichiarazioni del 2007, o del 2000 se proprio volete ridere: si parlava ovunque di secoli di petrolio e di gas, di sviluppo di questo e di quello, dell'Italia piattaforma di servizi e di logistica tra Europa, Americhe e Cina... AHHAHA! Chissà quanti investimenti, quante auto comprate in nome di questi paroloni dei padroni? Quanti mutui accesi nella fiducia dell'eterno progresso! Ahahahha. Certo signor Scaroni, se potremo pagarlo 1000 € al litro ne avremo a tonnellate di gasolio, anche tra sessant'anni quando i suoi nipotini saranno neo-cavernicoli da spazzare via dal Pianeta al primo raffreddore. Ma ci trasporteremo cosa e per andare dove con quei litri, in che stato saranno le strade, già il 60% non ha più manutenzione, oggi? Al 2017 consumeremo forse anche meno di quanto oggi consuma l'Ecuador con i suoi 14 milioni di abitanti. Le mie previsioni erano pure troppo rosee. Che volto avrà l'Italia allora? Una tecno-dittatura col coprifuoco o un'amalgama malsana di malavite anarchiche di vario ordine e grado (non lo è già ora?)...?"
Fonte: Petrolitico.blogspot.com

venerdì 9 marzo 2012

Visto lo scenario la soluzione è la spesa a chilometro zero

Il caro benzina assillerà le famiglie italiane per molto tempo ancora. E’ previsto un ulteriore rincaro per il periodo di Pasqua, giorni in cui si teme che i carburanti possano sfondare la soglia dei due euro al litro. Una brutta notizia non solo per chi deve fare i conti con il pieno della benzina. Il rincaro dei carburanti, infatti, peserà sempre di più sul trasporto merci e inciderà sui costi dei rifornimenti dei supermercati, con il risultato che la spesa alimentare degli italiani lieviterà ancora. Uno studio della Confederazione italiana agricoltori ha rilevato l’effetto del caro-carburante sulle famiglie italiane. Dati alla mano si spenderanno per cibi e bevande circa 200 euro in più all’anno per la spesa alimentare. Se si allarga il paniere medio, anche ad altri articoli non alimentari, l’aggravio annuale sulla spesa delle famiglie dovuto al rialzo dei prezzi del carburante, arriva a 450 euro. Non resta che correre ai ripari. E gli italiani riscoprono le buone vecchie abitudini come quella di fare la spesa dal contadino. Quello dei Farmers Market è un fenomeno sempre più in crescita che ha registrato lo scorso anno un + 20%. E sono sempre meglio organizzati sia sul territorio sia in rete. Basta fare un giro su FarmersMarket.it – MercatidelContadino.it, è il portale sui mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli. Attraverso un motore di ricerca fornisce tutte le informazioni in merito ai mercati del contadino che si svolgono nella propria città o nelle vicinanze. Una scelta vincente per risparmiare e mangiare sano. Senza contare l’aiuto concreto contro la riduzione dell’inquinamento per via del trasporto merci. A livello globale è stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra.
FONTE

giovedì 8 marzo 2012

Anacapri, colonnine elettriche per le auto ecologiche

Sull isola d' Ischia siamo puntualmente non in ritardo, ma in assoluta assenza mentale al riguardo. 
Tra qualche giorno partirà l'installazione in vari punti dell'isola delle apposite apparecchiature da utilizzare per la ricarica dei veicoli elettrici Colonnine elettriche per le auto ecologiche in arrivo sull'isola di Capri. 
Il Comune di Anacapri ha firmato un protocollo di intesa per la mobilità sostenibile lungo le strade dell'isola con la società Ensto finalizzato alla promozione delle tecnologie innovative ed ecosostenibili. L'amministrazione comunale con questa iniziativa persegue uno degli obiettivi che si era posto per combattere l'aumento del traffico veicolare che, negli ultimi anni, sta raggiungendo livelli notevoli su tutto il territorio isolano con conseguenti ripercussioni sull'inquinamento atmosferico ed acustico. Il progetto "Sviluppo della mobilità elettrica Capri-Anacapri/Ensto" era stato già approvato dal consiglio comunale nel settembre del 2011 e aveva dato alla giunta l'ok a predisporre le infrastrutture necessarie all'incentivo nell'utilizzo delle auto elettriche sull'isola di Capri. Il sindaco Franco Cerrotta ha firmato il protocollo di intesa con la società Ensto e tra qualche giorno partirà l'installazione in vari punti dell'isola delle apposite apparecchiature da utilizzare per la ricarica dei veicoli elettrici. Gran parte delle colonnine saranno donate alle amministrazioni comunali di Capri ed Anacapri dalla stessa società produttrice. Il sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, e l'assessore al Turismo, Massimo Coppola, nell'avviare l'iniziativa dichiarano che questo "è un punto di partenza sia per il rilancio del territorio dell'isola di Capri quale isola ecologica del Mediterraneo che per lo sviluppo della green economy anche nell'isola azzurra"

sabato 25 febbraio 2012

C'è a chi è "caro" e per alcuni è "rincaro"

Leggo miriadi di articoli sul caro benzina ad Ischia, veramente non capisco ,impazziamo per 8cent di differenza rispetto a terraferma sulla benzina, ma è evidente da un decennio che le fonti fossili sono in aumento costante(circa 2mesi fa avevamo l'attuale prezzo di terraferma!!!), non è una novità è inutile lamentarsi( bisogna disfarsi e al piu presto )...........poi perche nessuno segnala a parte me l' incredibile caro "metano cittadino" qui sullo scoglio??????lo paghiamo 1,20euro a mc,mentre a terraferma è a meno di 80cent!!!!!!!!!
Bha? come dicevo su il problema è che ci "impongono" l' uso delle fossili,costruiscono nuove pompe di benzine quando ne abbiamo anche di sequestrate, metanizzano un isola nel 2012,quando ogni paese investe sulle rinnovabili, questo è il problema.

domenica 5 febbraio 2012

Cose molto cattive

Introduzione 
Tutto ebbe inizio nel 1999 lo Stato Italiano in palese controtendenza e netta  presa per i fondelli ,dimentica i già versati "CIP6" da 7 anni e il conto energia pronto a partire dal 2001, e cosi intelligentemente si vaglia l' inizio a questo progetto di metanizzare il mezzogiorno!!!!!


Ad Ischia è il 2004 e si approva l’ inizio dei lavori…..nel 2007 ci svendiamo a Bacoli per 1000lire e addio biosfera marina( è documentato nella delibera di maggio 2007 i danni arrecati :irreparabili e incalcolabili). Il 14 dicembre 2009 si innaugura la prima accensione( striscione e articoli inneggianti a sostenibilità ambientale e fonti rinnovabili), qui si è capito il livello di truffa arrecata!!!
Dopo appena 2 settimane si è pensato ad un avvistamento di una balena nello specchio di mare tra bacoli ed Ischia,ed invece NO,la condotta marina si lesiona in modo serio e occorreranno 6 mesi per ripararla,nel frattempo piazzano un camion bomba di 15metri lungo e 4 metri alto in pieno centro ad Ischia per assistere i primi allacci(10/15),il tutto senza avvisare del pericolo ,in divieto di sosta e senza protezioni vista la mole esplosiva ……un delirio.
Siamo andati avanti per altri 3 anni, durante i quali è stata fatta la posa delle tubature (nel solo comune d’ Ischia,"un 40%") è molto anomala. Ad oggi abbiamo meno di 1000 famiglie allacciate su 11mila presenti nel comune d’ Ischia, e sono passati 8 anni dall inizio lavori e ipotizzati 20milioni di euro per l' opera con consegna entro marzo 2012. Oggi dopo “grandi”ricerche ho trovato un anima buona che mi ha fatto visionare la propria bolletta del metano e finalmente ho potuto ricavarne il prezzo .
Sull Isola d' Ischia
Abbiamo un prezzo al mc di 1,20euro circa, 40cent in più rispetto a terraferma.Il prezzo della media nazionale è circa 0,85cent/mc ,negli ultimi 3 anni il prezzo è gradualmente salito di 65-85centcent/mc,circa il 35%. Questo fa "pensare"che tutto sia, furchè conveniente!!

Terraferma-Emilia-Romagna.
A tutto questo non mi "dilungo"più di tanto sul fattore sicurezza in quanto esiste la realtà del territorio e delle modalità di posa, eseguita in svariati punti in modi oltre il lecito dubbio, e non parliamo dei disagi urbani per tale attività (sotterrati),quando andrebbero messi in tunnel e visionati periodicamente( o al  minimo interrati 1,5 mt ,ma tutti!!) ed evitare future manutenzioni che riporterebbero al blocco stradale,vista la posa fatta il solito "costruisci e distruggi".
Poi un' altra riflessione, in 8 anni, un mare di soldi pubblici + qll che consumeranno le utenze e stiamo parlando di meno di 1000 allacci…………oggi abbiamo 130 impianti fotovoltaici in appena 2 anni senza intaccare la comunità e l' ambiente,rigorosamente non incentivato da nessuna politica............. Oggi veder vendere metano appare il classico affare per"fregare" la gente .............inoltre altro segreto non da trascurare è la temperatura a cui arriva nelle case( in base a tale varia il rendimento)............ma quest e sono cose che in 8 anni neanche a parlare,hanno scientificamente impiantato questa massima : "è buon convien".
Da non trascurare poi la complessità della composizione della bolletta, è 1000 volte più fuorviante di quella dell’ enel,esistono un numero enorme di variabili (prezzo consumo a scaglioni , cambi d’ imposta al consumo,iva che passa dal 10 a l 21%  etc etc)e l immancabile addizionale comunale .
il grafico mostra anche i criteri di composizione della bolletta
 e non trovo riscontro in percentuali guardando le bollette
isolane,quindi la beffa continua!!!!
Insomma non c'è ne una buona, se al tutto aggiungo anche che negli ultimi 2 anni è uscito un solo articolo sul cartaceo (parlava di 400 allacci) ,poi il vuoto nel bene e nel male nessun accenno da nessuno, neanche un  commento.
A me preoccupa, e a voi???