HOME--------------------INFISSI in ALLUMINIO------LAVORI in LEGNO
Visualizzazione post con etichetta g.a.s.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta g.a.s.. Mostra tutti i post

giovedì 13 dicembre 2012

Gruppi di acquisto solidale – GAS: cosa sono

Un nuovo modo di fare la spesa in modo critico… entrare a far parte di un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS). 
L’ordinamento giuridico definisce ufficialmente questi gruppi come “soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi con finalità etiche, di solidarietà e sostenibilità ambientale”.
 Ma analizziamo bene le parole. 
Un gruppo d’acquisto è formato semplicemente da persone che decidono di acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.
 Un GRUPPO D’ACQUISTO SOLIDALE ha qualcosa di più, decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i loro prodotti nel rispetto dell’ambiente.
 Il gesto di fare la spesa non è un’azione priva di significato. Esso può assumere una forte e chiara valenza sociale, economica e politica.
 La necessità di formare un GAS nasce proprio dalla voglia di essere consumatori critici. Incontrarsi e riflettere sui propri consumi alla ricerca di una alternativa valida e praticabile da subito, contrapposta al modello di consumo e di economia globale oggi imperante. Economia Solidale Chiedersi che cosa c’è dietro ad un determinato bene di consumo, quale sia un pacco di pasta, una mela, un sapone, un vestito: se chi lo ha prodotto ha rispettato le risorse naturali e le persone che le hanno trasformate; quanto del costo finale serve a pagare il lavoro e quanto invece la pubblicità e la distribuzione; qual è l‘impatto sull’ambiente in termini di inquinamento, imballaggio, trasporto…
Punto di forza dei GAS è anche il contatto diretto con i produttori con i quali si instaura un clima di dialogo e fiducia reciproca con un benefico effetto per entrambe le parti. I consumatori possono godere di prodotti di alta qualità e a prezzi competitivi causa l’esclusione degli intermediari, ai produttori viene riconosciuto un prezzo equo per il loro prodotto. Si cerca poi di prediligere prodotti locali abbattendo l’impatto ambientale connesso al trasporto della merce e, relazionandosi direttamente col produttore, ponendo attenzione alle condizioni di lavoro e gestionali dell’impresa.

Il funzionamento di base di un gruppo d’acquisto solidale è abbastanza semplice: 

  • i partecipanti al gruppo definiscono in primo luogo una lista di prodotti su cui intendono eseguire gli acquisti collettivi; 
  • in base a questa lista le diverse famiglie o persone compilano un ordine 
  • gli ordini vengono raccolti e sommati per definire un ordine di gruppo che viene trasmesso al produttore. 
  • Quando arriva la merce dal produttore, questa viene suddivisa tra le famiglie che appartengono al gruppo e ognuno paga per la sua parte. 

I diversi gruppi pur condividendo i medesimi principi di salvaguardia dell’ambiente, tutela del lavoro e qualità del prodotto, si organizzano in modo autonomo ed indipendente, differente in base alla loro situazione e alla loro storia: alcuni si costituiscono in associazione, altri si appoggiano ad una associazione esistente, altri si riuniscono attorno ad una struttura di servizio più grande… molti sono privi di una struttura organizzativa formalmente riconosciuta. Gruppi di Acquisto Solidali
Negli ultimi anni si sta cercando di applicare con successo il criterio dei GAS a tutti i prodotti (quindi non solo alimentari) ed ai servizi (utenze e settore terziario), dei quali si usufruisce nella vita di tutti i giorni.
Alcuni gruppi di GAS si stanno organizzando in modo aggregato e consortile per poter affrontare un problema specifico, ad esempio in relazione alla questione energetica, ai servizi di comunicazione, al settore dei servizi di cura ed assistenza, che supera le potenzialità esprimibili individualmente da un singolo gruppo. Parallelamente si sta sviluppando il più articolato modello dei Distretti di Economia Solidale (DES). In prospettiva futura i GAS sono destinati ad aumentare sia come numero sia come varietà di offerta e tipologie di attività. In quest’ottica, la loro sfida civile risiede esattamente nell’ottimizzare la propria voce esercitando consapevolmente il proprio potere di acquisto, al fine di testimoniare la rinnovata opportunità di praticare uno stile economico basato su principi di solidarietà e fraternità, compatibile con le persone e l’ambiente.
Il sito ufficiale dei GAS è www.retegas.org: si trovano informazioni utili su storia, finalità e agenda degli appuntamenti del movimento. L’elenco è suddiviso per regioni e provincie, in modo da poter localizzare quello più vicino a casa. A livello locale i GAS si possono organizzare in INTERGAS: il più grande è quello di Milano (www.gasmilano.org) dove si registrano ben 400 GAS di Milano e dintorni.
FONTE

venerdì 9 marzo 2012

Visto lo scenario la soluzione è la spesa a chilometro zero

Il caro benzina assillerà le famiglie italiane per molto tempo ancora. E’ previsto un ulteriore rincaro per il periodo di Pasqua, giorni in cui si teme che i carburanti possano sfondare la soglia dei due euro al litro. Una brutta notizia non solo per chi deve fare i conti con il pieno della benzina. Il rincaro dei carburanti, infatti, peserà sempre di più sul trasporto merci e inciderà sui costi dei rifornimenti dei supermercati, con il risultato che la spesa alimentare degli italiani lieviterà ancora. Uno studio della Confederazione italiana agricoltori ha rilevato l’effetto del caro-carburante sulle famiglie italiane. Dati alla mano si spenderanno per cibi e bevande circa 200 euro in più all’anno per la spesa alimentare. Se si allarga il paniere medio, anche ad altri articoli non alimentari, l’aggravio annuale sulla spesa delle famiglie dovuto al rialzo dei prezzi del carburante, arriva a 450 euro. Non resta che correre ai ripari. E gli italiani riscoprono le buone vecchie abitudini come quella di fare la spesa dal contadino. Quello dei Farmers Market è un fenomeno sempre più in crescita che ha registrato lo scorso anno un + 20%. E sono sempre meglio organizzati sia sul territorio sia in rete. Basta fare un giro su FarmersMarket.it – MercatidelContadino.it, è il portale sui mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli. Attraverso un motore di ricerca fornisce tutte le informazioni in merito ai mercati del contadino che si svolgono nella propria città o nelle vicinanze. Una scelta vincente per risparmiare e mangiare sano. Senza contare l’aiuto concreto contro la riduzione dell’inquinamento per via del trasporto merci. A livello globale è stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra.
FONTE

lunedì 13 febbraio 2012

SCEC la "nostra" moneta

da IschiaForum -Ne abbiamo parlato anche durante le regionali del 2010 - Non è una novità, in italia la prima apparizione ebbe vita con il "SIMEC" a Chieti nel 2002, in Svizzera è molto radicato il WIR(dal 1940!!), mentre sempre in Italia e precisamente a Napoli l' Ass. Masaniello e a ruota il Movimento 5 Stelle hanno spinto lo SCEC nel 2007 ed oggi diffusissimo: Roma,Firenze,Genova,Verona e Vicenza,Barletta, Caserta.......................da nord a sud
Il bilancio provvisorio con i dati cumulati dei primi 5 anni di attività. In tutta Italia: Soci Fruitori: 10868 Soci ordinari: 2102 ŠCEC distribuiti: 1.499.576,00
In brevi parole lo SCEC è uno "SConto chE Cammina",ha un erogazione a persona annuale di 500 SCEC e va speso sempre abbinato alla moneta vigente(euro).
La diffusione al cittadino(persona fisica) è totalmente gratuita"70SCEC" (salvo una libera donazione)e via via durante l' anno ,aderire come negozio al circuito "Arcipelago SCEC" : i commercianti pagano 10 euro + 10 scec all'anno(e naturalmente 70scec da usare e 30 restano sul conto online),il  commerciante  puo stabilire il grado di assimilare lo SCEC,un esempio: pizza e birra 8 euro, oppure 6euro e 1scec; cappuccino e cornetto 2,50 euro, oppure 2 euro e mezzo SCEC...........e via via.
I vantaggi al  commerciante sono : non perdere lo sconto oramai diffuso ,che nel caso SCEC resta al venditore materialmente e rispendibile, e crea fidejusione, mentre al cittadino è una sorta di reddito di cittadinanza che abbinato alla moneta vigente ne aumenta il potere d' acquisto.

Questa è un altra apparizione su Rai1 di maggio2012
  • "Un dubbio che sorge frequente alla proposizione è : è falsificabile? Si, ma non avrebbe senso, essendo gratuita la distribuzione e spendibile solo in presenza di euro."
  • "lo SCEC è un buono locale, non è un problema usare la parola moneta, ma è importante spiegare che legalmente non è una moneta perché non la si può cambiare in altre valute, va usata sempre accompagnata con la moneta vigente e viene data come resto solo SCEC su SCEC . "

Movimento 5 Stelle Isola d' Ischia
Questa moneta parallela ha un enorme lavoro alle spalle frutto di anni di sacrifici(Ass. Masaniello e Movimento 5 Stelle Napoli ), è certificata dalla finanza e agenzia dell' entrate, è testata oramai da anni e oggi in particolare vista un evidente deficienza monetaria diffusa(annunciata anch' essa da anni), è un arma vincente a resistere,in piu raccoglie i flussi economici in zona creando un circuito di fideiussione tra le attività del circuito.
Sull' Isola non è una novità ne parliamo da 4 anni e da marzo ad oggi gia ci sono una quarantina di fruitori e 15 accettatori(me compreso).


Nella sola provincia di Napoli circa 400 attivita !!!
Il primo video  è tratto da Rai 1 nel 2007.
Il secondo è con Giacinto Auriti Economista, aime morto nel 2006,ma uno che davvero aveva le idee chiare gia dal 2001 con l entrata in vigore dell EURO.
Il punto SCEC erogatore sull' Isola  
(Davide 3476235290),
Sito accettatore sulla mappa(Infissi Iacono) 
MAPPA 
DELLE ISOLE DEL GOLFO DI NAPOLI
Aggiornata al 20-giugno-2012 


Visualizza Punti vendita di aderenti al circuito SCEC in una mappa di dimensioni maggiori

venerdì 4 novembre 2011

Occhio al bollino che certifica la compostabilità dei prodotti monouso

Oggi esiste un'alternativa ecologica per molti prodotti monouso come le stoviglie e i contenitori per il cibo, i sacchetti per l'organico e shopper, i pannolini e gli assorbenti. I prodotti usa e getta su cui figura il marchio di certificazione "Compostabile CIC" sono prodotti realizzati con materie prime naturali, quindi provengono da risorse rinnovabili, e sono compostabili. Il marchio "Compostabile CIC" garantisce l'applicazione di criteri di compostabilità previsti dallo standard europeo UNI EN 13432 del 2002. Secondo questa norma un prodotto per essere definito compostabile deve essere biodegradabile e disintegrabile in tempi brevi, ossia deve essere trasformato dai microrganismi in acqua, anidride carbonica e fertile compost. Infine, per essere definito compostabile, il manufatto deve risultare compatibile con un processo di compostaggio, cioè non deve rilasciare sostanze pericolose e non deve alterare la qualità del compost prodotto. Tale marchio è rilasciato alle aziende dopo aver sottoposto i manufatti da loro prodotti ad un esame accurato, che ne accerti anche la disintegrazione su scala reale.
FONTE

lunedì 17 ottobre 2011

Avanti con il BIO

Sfruttiamo chi può, le conoscenze e tradizioni Isolane,rendiamo vivo ogni quadrato di terreno,ne gioveremo in salute ed immagine e perché no,un indotto economico visti i tempi .


lunedì 13 dicembre 2010

Città di Transizione

A distanza di 5 anni dalla sua nascita ieri  durante report si è parlato di Transition Towns , un modello a cui e facile ispirare innumerevoli idee da applicare a "Casa" nostra.................al più presto.

1 anno fà:
I Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) sono gruppi di acquisto che partono da un approccio critico al consumo e che vogliono applicare il principio di equità e solidarietà ai propri acquisti. I criteri che guidano la scelta dei fornitori (pur differenti da gruppo a gruppo) in genere sono all'insegna della qualità del prodotto, dell'impatto ambientale totale (prodotti locali, alimenti da agricoltura biologica od equivalenti, imballaggi a rendere).