Sono diverse le esperienze di questo tipo in Abruzzo. Il marso è un buono che garantirà sconti nel circuito dei commercianti locale .
AVEZZANO – Ad Avezzano, in provincia dell’Aquila, i nuovi acquisti si faranno con il marso (dal nome dell’area abruzzese conosciuta come Marsica), moneta «coniata» dal Comune a beneficio dei propri cittadini. L’intenzione è di rilanciare l’economia locale, in particolare il settore agroalimentare, e dare un po’ di respiro ai negozi di vicinato nella battaglia quotidiana contro la crisi. Il marso, che dovrebbe entrare in circolazione entro la fine dell’anno, sarà una moneta-non moneta: non potrà essere incassata né convertita (in quanto non sostituisce l’euro) e sarà valida esclusivamente nel circuito dei commercianti locali. Versati insieme agli euro, i marso daranno diritto a uno sconto e il negoziante che li riceverà potrà spenderli a sua volta in altri esercizi della città.
BUONI LOCALI STAMPATI - L’idea si è concretizzata con l’adesione dell’amministrazione comunale al progetto dell'associazione Arcipelago Scec (acronimo di Solidarietà che cammina), che riunisce altri esperimenti di questo tipo in Italia (ad esempio a Napoli, Crotone e nella Parma del sindaco grillino Federico Pizzarotti, ma si contano iniziative anche in Toscana e in Sardegna). I marso, spiegano
SONDRIO - Non più solo in euro, ma si potrà saldare il conto, fare la spesa, acquistare un paio di scarpe o pagare una pizza anche con gli "scec". Una nuova moneta è in arrivo in Valtellina. E servirà, almeno nelle intenzioni, ad aumentare il potere d'acquisto dei cittadini, dando una spinta in più per aiutare imprese e negozi a uscire dalla crisi.
È un progetto ambizioso quello dell'associazione Arcipelago Scec, che prova a diffondere il nuovo soldo Scec (acronimo di Solidarietà che cammina) anche in provincia di Sondrio. Capofila di questa iniziativa in provincia è Francesco Ferrara, commerciante, e responsabile del punto Scec che verrà a breve creato in provincia e con già tre esercizi commerciali iscritti (Il Bagatto di Sondrio e di Morbegno, e Mariani & Co, sempre del capoluogo). Tre negozi che hanno aderito al circuito di Arcipelago Scec.
Ma cos'è davvero lo Scec e come potrà essere utilizzato? Lo Scec è una moneta complementare che si affiancherà all'euro per l'acquisto di merci, beni e servizi da parte di
Il locale ha aperto in pieno centro a Firenze, sulla scia degli esperimenti già avviati in Francia e Germania.
Barattare prodotti in cambio di una cena. O bottiglie di vino o qualsiasi altra cosa abbia a che fare con la natura, con la cucina, in poche parole con l’alimentazione. E' il concetto che sta alla base di “L’è maiala” (dal toscano vuol dire “è dura”) osteria, piccola osteria ad essere precisi (40 posti in tutto), che apre a Firenze il 20 settembre a un chilometro dalla stazione di Santa Maria Novella e che contempla accanto al pagamento tradizionale con contanti, bancomat e carta di credito anche quello…in natura.
E' il sogno di tutti e anche di chi vi scrive: andare a cena senza l’assillo di chissà quale spesa. E se non si può proprio mangiare gratis, si può risparmiare sfruttando un’usanza antica quanto il mondo che, devo dire, se ho sentito – e provato – per abbigliamento e simili, mai invece per la cucina. Pensateci: avete un orto con prodotti che vi “avanzano” (mi capita spessissimo di sentir dire a persone che conoscono che devono “regalare per non buttare”) o qualsiasi altra cosa in più, potete scambiarli in cambio di una cena preparata apposta per voi con prodotti di stagione. Per capire quanto è fattibile e come funziona il baratto ne
Bel video sullo scec al IV Munucipio di Roma
Se in tutta Europa il destino dell'euro sembra appeso ad un filo, ebbene nel quartiere Montesacro di Roma, una moneta unica già esiste, si chiama lo Scec. FonteVALERIO BERGESIO
E' stato illustrato il progetto SCEC che è nel programma dell'Amministrazione comunale. Non si tratta di una moneta locale ma di sconti incondizionati fino al 30%.
11/09/2012
h.10.30
Ieri sera all’Auditorium Toscanini il M5S e l’associazione no profit Arcipelago SCEC hanno presentato ad attivisti e simpatizzanti il progetto di introduzione nell’economia locale dei "Buoni Locali di Solidarietà".
Si tratta di immettere negli scambi commerciali di Parma il buono SCEC che ha la validità legale di uno sconto incondizionato da affiancare all’euro per far sì che la ricchezza rimanga sul territorio che la produce. Non si tratta pertanto di un moneta locale, che sarebbe peraltro vietata per legge. L’obiettivo è quello di sostenere l’economia locale e il piccolo commercio in particolare contro la grande distribuzione. Quest’ultima sarebbe infatti esclusa dal Circuito.
I promotori dell’iniziativa sono
Per chi non ne sa nulla, sulla lira e poco o nulla di truffa “legalizzata” .
Fino al 2002 avevamo la lira( ….100mila-50mila—10mila—5mila—2mila—1000lire—500lire poi a monete 200lire—100lire—50lire) e già da 15anni circa avevamo abolito le monete da 5 - 10 e 20 lire.
Appena entrato l’ Euro, sono ricomparse sotto forma di centesimi, direte : “embe???”
Di sovranità monetaria siamo lontani un miglio, ma qui si ha a che fare con : chi presta ,sa che una parte verra “persa”( si perdono facilmente sia fisicamente ,che al pagare!!),soldi che entrano nel circuito carichi di un interesse che non verrà “dimenticato”, ma che sarà impossibile da restituire !!!!
Ecco una piccolissima parte/pensiero di come siamo arrivati al crash”
Freebacoli intervista il Dott. Luca Vannetiello presidente dell'Arcipelago Scec Campania.
Vediamo insieme cos'è e come è nata tale esperieza ed in che modo lo Scec può aiutare i cittadini e i piccoli commercianti. Inoltre cosa possono fare piccoli comuni come Bacoli e Monte di Procida a riguardo e quali sono gli obbiettivi raggiunti e futuri di tale associazione.
Per more info. visita http://www.arcipelagoscec.net
Un applicazione concreta dello SCEC e il coinvolgere le attività agricole del luogo(il km0),rispetto ad ogni buona cosa integrante a questo comparto, un immediato rilancio con valorizzazione lo si può avere in maniera immediata con lo SCEC...............guardate il video.
Contro la crisi economica e la perdita di potere d’acquisto, arriva lo Scec. Anche la cittadina alle falde del Vesuvio farà infatti parte del progetto “Sconto che cammina”. Di cosa si tratta? Buoni sconto che, accompagnati all’euro, permettono di risparmiare ai consumatori e agli esercenti che aderiscono al circuito. Tutto si basa sul meccanismo del circuito virtuoso. Più soggetti aderiscono, più diventa conveniente. Possono partecipare tutti: consumatori, imprese, artigiani, commercianti e professionisti. Al momento dell’iscrizione si decide la percentuale di sconto da applicare sui propri prodotti o servizi, che in genere oscilla tra il 10% e il 30%. Subito dopo si ricevono gratuitamente 100 Scec (l’equivalente di 100 euro) di diversi tagli. Anche i consumatori, sempre al momento dell’iscrizione, ricevono la stessa cifra. E così si attiva il circolo virtuoso, aumentando concretamente il potere d’acquisto dei cittadini e, allo stesso tempo, trattenendo la ricchezza sul territorio. In pratica quando un esercente accetta uno Scec, è come se incassasse lo sconto che sta effettuando al proprio cliente, infatti potrà andarlo a spendere presso gli altri negozi che partecipano al circuito. Quindi, chi riceve gli Scec dalla propria attività, li riutilizza a sua volta presso le aziende aderenti, coinvolgendo anche i fornitori. La differenza sostanziale tra buono sconto e Scec è che il primo rimane in cassa ed è interamente a carico del venditore, mentre il secondo viene immediatamente riutilizzato ed è a costo zero. La logica che è alla base degli Scec è che più ci si scambiano buoni dentro il circuito, più aumenta il volume di affari di chi vende e il risparmio di chi acquista. “Il nostro tessuto produttivo locale è ricco di eccellenze ed è dovere delle Istituzioni sostenerlo – dice il leader dei grillini nonché candidato alle elezioni amministrative di maggio Danilo Cascone – lo Scec dunque diventa così uno strepitoso collante per fare rete ed aiutare le imprese locali. In questo modo si incentiva il cittadino, ad adottare un consumo critico, preferendo così la piccola bottega sotto casa, piuttosto che le grandi catene di distribuzione, che continuano a schiacciare i piccoli commercianti. Il nostro impegno, prima che politico è culturale. Continueremo, come sempre a lanciare iniziative ed idee volte alla modifica degli stili di vita basati su una sostenibilità economica ed ambientale”. L’iniziativa è dell’associazione Masaniello di Napoli ma è stato il Movimento Cinque Stelle a sposare il progetto e a diffonderlo sul territorio, suscitando ampi consensi tra i residenti e ad oggi, sono già 32 le attività commerciali aderenti alla proposta. Claudio Di PaolaFoto tratta dal sito del Movimento Cinque Stelle di San Giorgio a Cremano
da IschiaForum -Ne abbiamo parlato anche durante le regionali del 2010 - Non è una novità, in italia la prima apparizione ebbe vita con il "SIMEC" a Chieti nel 2002, in Svizzera è molto radicato il WIR(dal 1940!!), mentre sempre in Italia e precisamente a Napoli l' Ass. Masaniello e a ruota il Movimento 5 Stelle hanno spinto lo SCEC nel 2007 ed oggi diffusissimo: Roma,Firenze,Genova,Verona e Vicenza,Barletta, Caserta.......................da nord a sud
Il bilancio provvisorio con i dati cumulati dei primi 5 anni di attività.
In tutta Italia:
Soci Fruitori: 10868
Soci ordinari: 2102
ŠCEC distribuiti: 1.499.576,00
In brevi parole lo SCEC è uno "SConto chE Cammina",ha un erogazione a persona annuale di 500 SCEC e va speso sempre abbinato alla moneta vigente(euro).
La diffusione al cittadino(persona fisica) è totalmente gratuita"70SCEC" (salvo una libera donazione)e via via durante l' anno ,aderire come negozio al circuito "Arcipelago SCEC" : i commercianti pagano 10 euro + 10 scec all'anno(e naturalmente 70scec da usare e 30 restano sul conto online),il
commerciante puo stabilire il grado di assimilare lo SCEC,un esempio: pizza e birra 8 euro, oppure 6euro e 1scec; cappuccino e cornetto 2,50 euro, oppure 2 euro e mezzo SCEC...........e via via.
I vantaggi al
commerciante sono : non perdere lo sconto oramai diffuso ,che nel caso SCEC resta al venditore materialmente e rispendibile, e crea fidejusione, mentre al cittadino è una sorta di reddito di cittadinanza che abbinato alla moneta vigente ne aumenta il potere d' acquisto.
Questa è un altra apparizione su Rai1 di maggio2012
"Un dubbio che sorge frequente alla proposizione è : è falsificabile? Si, ma non avrebbe senso, essendo gratuita la distribuzione e spendibile solo in presenza di euro."
"lo SCEC è un buono locale, non è un problema usare la parola moneta, ma è importante spiegare che legalmente non è una moneta perché non la si può cambiare in altre valute, va usata sempre accompagnata con la moneta vigente e viene data come resto solo SCEC su SCEC . "
Questa moneta parallela ha un enorme lavoro alle spalle frutto di anni di sacrifici(Ass. Masaniello e Movimento 5 Stelle Napoli ), è certificata dalla finanza e agenzia dell' entrate, è testata oramai da anni e oggi in particolare vista un evidente deficienza monetaria diffusa(annunciata anch' essa da anni), è un arma vincente a resistere,in piu raccoglie i flussi economici in zona creando un circuito di fideiussione tra le attività del circuito. Sull' Isola non è una novità ne parliamo da 4 anni e da marzo ad oggi gia ci sono una quarantina di fruitori e 15 accettatori(me compreso).
Il secondo è con Giacinto Auriti Economista, aime morto nel 2006,ma uno che davvero aveva le idee chiare gia dal 2001 con l entrata in vigore dell EURO.
A furia di gridarlo da anni qualcosa pare si muova!
Roma, 20 gen - Torna il deposito cauzionale e il vuoto a rendere sui contenitori per bevande o uso alimentare.
E' quanto prevede l'articolo 44 della bozza del cosiddetto Decreto liberalizzazioni, che e' all'esame del Consiglio dei ministri.
Il tutto verra' disciplinato con un ''decreto di natura regolamentare del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, da adottarsi entro il 1 luglio 2012''.
Nell'articolo si legge: ''i venditori al dettaglio devono ritirare dai consumatori finali, contestualmente alla cessione del singolo prodotto, il deposito cauzionale, garantendo la restituzione dello stesso o la corresponsione di un titolo all'acquisto di valore almeno equivalente, a fronte della restituzione degli imballaggi usati''. FONTE
di Riccardo Luna - Se pensate che qui, in Italia, non si possa vivere senza l' euro, andate in Sardegna. E provate a dire in giro che voi pagate in SARDEX. Cosa? A parte benzina, farmaci ed energia elettrica, potrete comprare tutto, sia beni che servizi. E quindi alberghi, dentisti, falegnami, elettricisti, meccanici, consulenti di marketing, sale congressi, corsi di lingua inglese, pubblicità sui giornali locali, vestiti, mobili, ristoranti e persino la connessione Internet. Oltre al cibo, vino e carni, tutto rigorosamente sardo, come il resto. Il Sardex è la "moneta a chilometro zero".
Solo che non è una moneta, nel senso che fisicamente non esiste, non ne hanno stampato nemmeno una banconota: esiste solo su Internet. E quindi potremmo dire che tutti i Sardex in circolazione - oltre un milione, ma il dato cresce ogni giorno - stanno su un server, un computer in un piccolo comune agricolo tra Cagliari e Oristano: Serramanna. Qui, in un bel casolare, l' hanno inventato quattro ragazzi, sardi naturalmente, non solo di nascita, ma di cultura. Fieri della loro terra. Quattro ragazzi che si erano stufati di sentirsi dire che i sardi sono "pochi, matti e divisi" come al tempo degli aragonesi; o che se un sardo deve chiedere qualcosa a dio sapendo che un suo vicino avrà il doppio, il sardo dirà: dio, cavami un occhio.
Luoghi comuni.
Il Sardex lo sta già dimostrando. Perché si basa su due principii di vita: il primo è che se il tuo vicino guadagna, stai meglio anche tu; e il secondo afferma che nessuno se ne va col bottino e nessuno resta solo. Sembra il nuovo vangelo. Ma uno di
Fonte - “Giunge a conclusione, nei tempi previsti, un iter laborioso e complesso che dimostra che questa Giunta rispetta gli impegni assunti con i cittadini campani e con l'Unione europea. Dopo vent'anni, si colma una grave lacuna: la Regione si dota di un importante strumento di pianificazione strategica in materia di rifiuti. Contestualmente, avviamo anche l’attività per la definizione del Piano attuativo integrato per la minimizzazione dei rifiuti, in coerenza con la linea tracciata dalla UE e con il patto dei sindaci.”
Così l'assessore all'Ambiente Giovanni Romano commenta l'approvazione delle due delibere.
Con la prima viene adottato il Piano di gestione dei Rifiuti urbani della Campania, modificato in base alle osservazioni pervenute nel corso delle consultazioni pubbliche e del parere della Commissione competente sulle valutazioni ambientali,.
“Si tratta - dice l'assessore Romano - di una delibera fondamentale anche in relazione alla procedura di infrazione della Ue ed è propedeutica allo sblocco delle risorse comunitarie dell'Obiettivo 1. Alla redazione del Piano in questa sua versione definitiva hanno partecipato istituzioni, associazioni e singoli cittadini: le oltre 600 osservazioni pervenute dimostrano una forte partecipazione della società civile. Abbiamo scelto una procedura trasparente e rispettosa della legge, stimolando la massima partecipazione possibile per conseguire l'obiettivo di un documento condiviso e partecipato. Il piano, sottoposto alla procedura di Valutazione ambientale strategica, poi integrata
da la Settimana di Beppe Grillo - Caro Beppe,
devo dire che il problema della crisi non
mi riguarda,e magari crollassero
veramente tutti i governi! La mia politica di
vita è diversa dal SISTEMA. Mentre gli
altri si indebitavano per le auto ,gli
scooter, i maxitelevisori led da 200
pollici, cellulari di lusso, ecc...io anni fa
mi sono indebitato per uno stile di vita
diverso,semplice e nel pieno rispetto
della natura. Mi sono creato il mio
impianto fotovoltaico da 5000W, ma non
quello connesso in rete e che poi l'Enel ti
piscia in faccia con quattro soldi, ma
indipendente. Non ho pertanto problemi
di black out e sono completamente
indipendente dall'Enel! Ho installato tutte
lampade led che hanno una vita media di
100.000 ore. Ho messo il pannello solare
dell'acqua calda .Io e la mia famiglia
abbiamo bici elettriche e uno scooter
elettrico, che carichiamo dal fotovoltaico.
Beviamo acqua di rubinetto depurata ad
osmosi inversa, e le acque reflue chiare
vengono a
di Davide IaconoeAntonello Iacono - Premessa: Queste sono le Acque della Nestlè: Claudia, Issima, Levissima, Limpia, Lora-Recoaro, Panna Pejo Alpina, San Bernardo, San Pellegrino, Tione, Ulmeta e Vera. Sebbene sia una “Azienda Multinazionale” che sfiora il sadismo, dato che a più riprese è stata tacciata di collusioni in atti vergognosi perpetrati nei paesi poveri, Nestlè controlla il 32% del mercato globale delle Acque in bottiglia, di cui tantissime fanno bella figura sulla nostra tavola e nei supermercati, bar, ristoranti e negozi. Non voglio aggiungere altro visti gli innumerevoli casi che sono disponibili in “rete” per chi volesse approfondire l’argomento ma invito tutti a partecipare al ‘boicottaggio’ a cui io e Francesca abbiamo dato inizio da 2 anni circa. Fonte: Libro”Guida al Consumo Critico”.
Quindi costoro vogliono affidare la gestione delle acque sorgive Isolane (Bene Comune e risorsa della collettività) ad un Privato che per di più è una Multinazionale a
Grazie al riciclo, con 800 lattine si fa un telaio di bicicletta e con tre scatole da scarpe si può produrre una nuova cartelletta di cartoncino. E ancora: con 20 bottiglie di plastica una nuova coperta, con 287 barattoli in acciaio una nuovo carrello per la spesa, con 4 pallet una scrivania, con 10 chilogrammi di umido e verde si produce compost per fertilizzare un metro quadrato di giardino.
Questa la mappa (dalla raccolta al riutilizzo) sulla reimmissione dei rifiuti riciclati contenuta nell’indagine “Chi li ha visti? Ciò che differenzi oggi avrà una nuova vita domani” che è stata presentata dall’assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda a Rimini ad Ecomondo (Fiera internazionale del Recupero di materia ed energia e dello Sviluppo sostenibile), nell’ambito di