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martedì 25 gennaio 2011

Comune unico si, comune unico no


La certezza è che occorre un ricambio di politica e di politici.
Vedrei nettamente più partecipe una comunità unita per pretendere i propri diritti a differenza di ora che si è isolati caso per caso ; di certo m’ immagino spese per tale storico passaggio,ma non riesco ad immaginarle superiori agli sprechi attuali che commettono gli attuali 6 comuni.
Un comune unico fatto con diligenza ed etica ,uniformerebbe spese ad oggi folli, ne cito qualche esempio : Consumo energetico e risparmio energetico comportano spese senza eguali sull’ Isola(solo il comune d’ Ischia 26milioni di euro annui),
ci si sarebbe opposti in massa ad un progetto come quello della metanizzazione(obsoleto , ad alto impatto ambientale ed antieconomico su tutti i livelli(vedi aumenti trimestrali ).
Gestione dei rifiuti anch’ essa senza controllo di spesa(circa 25milioni di euro annui l’ intera Isola ) e di soluzioni eco-compatibili con l Isola intera, fino alla terraferma ,nonché frammentata in 6 diverse applicazioni che attualmente peccano su tutto ,a parte rare intuizioni.
Ad oggi in media siamo su percentuali superiori al 30% sulla differenziata,unire l isola su di una ancora più incisiva differenziazione è palesemente più fattibile unendo tutte le componenti di gestione.
Poi come già espressomi in affini dibattiti , vedo più controllabile 1 sindaco ed una 40ina tra consiglieri e assessori, che gli attuali 6 sindaci e circa 200 tra consiglieri ed assessori,sottolineo questo in risposta al fronte del NO che induce a pensare che il potere finisca in mano di pochi e “noti”,in quanto tale problema è solo riconducibile all’ attuale sistema di “voto clientelare”,quindi non pertinente all’idea COMUNE UNICO.
Aggiungo ( tema forte di popolo) che un passaggio al comune unico non toccherebbe l’ attuale classe di “lavoratori” ,anzi promuovendo progetti validi aumenterebbero.
Da comune cittadino partecipe ed informato su alcune tematiche , mi sento di dire : COMUNE UNICO SI e rigenerata “Politica” .

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