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giovedì 12 settembre 2013

Spieghiamo il "Protocollo Rifiuti Zero"


Trasformiamo un problema in opportunità
Si propone di sostenere ogni iniziativa volta a favorire la scelta della raccolta differenziata porta a porta quale soluzione più efficiente per la gestione dei rifiuti.
Numerose esperienze dimostrano come questa soluzione consenta di:
‐ Recuperare materiali sempre più scarsi e dal crescente valore economico;
‐ Creare posti di lavoro;
‐ Rispettare e salvaguardare l’ambiente;
‐ Abbattere il costo del servizio trasformandolo da problema ad opportunità, riducendo conseguentemente le relative tasse da chiedere ai cittadini.
Le soluzioni alternative della discarica, dell’incenerimento in apposite strutture o nei cementifici e trattamenti vari ,sono dannose per l’ambiente e rappresentano un intollerabile spreco i cui costi finiscono per gravare su economie familiari già duramente provate. I cittadini non devono correre il rischio di pagare le sanzioni per il mancato raggiungimento degli standard di raccolta differenziata prevista. Proponiamo quindi di agire a livello territoriale( come in altri comuni) proponendo parte dei 10 punti( da anni protocolliamo in tutte e 6 le amministrazioni, oltre a parlarne in campagne elettorali e gazebi informativi M5S) del Protocollo Rifiuti zero.

LA STRATEGIA RIFIUTI ZERO 2020
La strategia Rifiuti Zero, ideata e promossa nel mondo dallo
scienziato americano Paul
Connett, professore emerito della St. Lawrence University di New York e consulente sui
rifiuti all'ONU, affronta in modo sostenibile il problema dei rifiuti, operando concretamente
e su diversi piani, per andare verso l'obiettivo Rifiuti Zero entro il 2020.
Rifiuti Zero richiede un cambiamento di mentalità.
L'impegno non dovrà più essere quello di liberarsi dei rifiuti, ma di assicurare delle pratiche
sostenibili con le materie prime all’inizio del processo produttivo. Le comunità che si
trovano ad affrontare materiali di scarto, quali imballaggi e oggetti che non possono
riusare, riciclare o compostare non possono da sole assumere l'impegno della gestione dei
rifiuti, anche le industrie devono fare la loro parte.
Il riciclo totale non è attuabile senza l’aiuto dell’industria. Rifiuti Zero collega “la
responsabilità delle comunità” alla “responsabilità delle industrie” in maniera consapevole.
La strategia Rifiuti Zero individua la responsabilità estesa del produttore, come viene
descritto nella direttiva europea 98/2008 (introdotta nell’ordinamento giuridico italiano con
il decreto 205/10) dove si afferma l'importanza di rafforzare la prevenzione e facilitare
l'utilizzo efficiente delle risorse durante l'intero ciclo di vita dei prodotti, comprese le fasi di
riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti.
L’attuale sistema industriale e la società usa e getta sono basati su un flusso unidirezionale
della gestione delle risorse vergini verso impianti di incenerimento dei rifiuti e
discariche inquinanti; pratiche sicuramente non sostenibili. L’estrazione, la lavorazione, il
trasporto e l’eliminazione di risorse è una causa primaria di distruzione ambientale e di
riscaldamento globale. Il nostro compito è quello di trasformare il nostro sistema
industriale uni-direzionale in un sistema circolare, chiuso, riciclando le risorse scartate
dalle comunità alle industrie.
La natura non produce rifiuti, sono un’invenzione umana. Il nostro compito - sia per le
comunità, che per le industrie - è quello di riciclare questi materiali per essere in futuro
utilizzate.
Per fare ciò, abbiamo bisogno di una forte leadership politica che unisca la comunità e le
industriale.
L’obiettivo RIFIUTI ZERO entro il 2020, non è una destinazione ma un
percorso metodologico attraverso i “10 passi verso Rifiuti Zero” :
1.Separazione dei rifiuti alla fonte
2.Raccolta differenziata porta a porta
3.Compostaggio
4.Riciclaggio
5.Riuso e riparazione
6.Iniziative di riduzione dei rifiuti
7.Incentivi economici
8.Separazione del residuo e Centro di Ricerca Rifiuti Zero
9.Responsabilità industriale
10.Discarica temporanea per il non riciclabile e la frazione organica sporca stabilizzata.

La realizzazione dell'obiettivo Rifiuti Zero, o semplicemente l'avvicinarsi a quella
realizzazione, non sarà facile. L’attuazione di questi sistemi, sebbene semplice come
principi, richiede tanto duro lavoro, perseveranza e creatività da parte degli amministratori
e dell’industria. Riteniamo che l’adozione dell’obiettivo Rifiuti Zero, come politica di
un’amministrazione locale o di un’industria, sia il miglior modo per iniziare un percorso di
tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini.
Spinge a cambiare il vecchio modello per far sì che i rifiuti siano vere risorse da
recuperare.
Per l’amministratore locale, il nuovo modello Rifiuti Zero trasforma il vecchio compito di
“eliminare i rifiuti” attraverso discariche o inceneritori, mettendo in atto le buone pratiche
per una gestione sostenibile degli stessi.
Il modello Rifiuti Zero significa anche lavorare costruttivamente: amministratori e cittadini
che creano un fulcro di condivisione e partecipazione attiva.

Perché aderire al protocollo “RIFIUTI ZERO entro il 2020”?
a. Va verso la direzione giusta, perché quantunque il compito appaia immenso,
l’approccio Rifiuti Zero sta conducendo la nostra società nella direzione giusta.
b. E' Sostenibile, perché è certamente di gran lunga migliore rispetto a dipendere da una
discarica per rifiuti indifferenziati o per le ceneri di impianti d'incenerimento.
c. Il sistema migliorerà mano a mano che un numero sempre maggiore di produttori
imparerà a riprogettare gli oggetti e immetterli nel mercato in modo ecocompatibile.
d. Favorisce la cittadinanza attiva riguardo la responsabilità delle comunità. I cittadini
non sono il problema. Quando si rendono conto che la separazione dei rifiuti alla fonte è
semplice, che è nell’interesse della nostra vita e del pianeta, che gli amministratori hanno
organizzato sistemi efficaci per trattare i materiali scartati che loro separano, cooperano
prontamente per far funzionare il sistema.
e. Ci sono dei vantaggi economici per quanto riguarda l’economia locale: il guadagno è
maggiore rispetto al sistema di gestione dei rifiuti quali discariche e inceneritori. Per questi
ultimi un’enorme quantità di denaro viene investito in macchine tecnologiche e la gran
parte di questo lascia intere comunità e probabilmente il Paese e va nelle tasche di pochi
imprenditori. Invece, con impianti a bassa tecnologia individuati secondo la strategia Rifiuti
Zero, la maggior parte del denaro rimane nella comunità, permettendo la nascita di
aziende locali e nuovi posti di lavoro.
f. Favorisce una consapevolezza ambientale, perché mette tutta la comunità di fronte la
realtà di questo pianeta dove le risorse sono limitate.

Elenco dei Comuni Italiani aderenti alla strategia Rifiuti Zero - Totale abitanti 2.172.139

(aggiornato a gennaio 2012)
01. CAPANNORI (Lucca) 46.207 abitanti
02. CARBONIA (Carbonia Iglesias) 29.821
03. AVIANO (Pordenone) 9.277
04. GIFFONI SEI CASALI (Salerno) 5.271
05. VINCHIO (Asti) 677
06. COLORNO (Parma) 8.979
07. SERAVEZZA (Lucca) 13.449
08. CALCINAIA (Pisa) 11.396
09. MONSANO (Ancona) 3.223
10. MONTIGNOSO (Massa Carrara) 10.553
11. LA SPEZIA 95.641
12. VICO PISANO (Pisa) 8.417
13. CORCHIANO (Viterbo) 3.796
14. SOMMA VESUVIANA (Napoli) 35.097
15. BOSCOREALE (Napoli) 26.920
16. MONTE SAN PIETRO (Bologna) 10.976
17. MAIORI (Salerno) 5.649
18. COLLESANO (Palermo) 4.254
19. FORTE DEI MARMI (Lucca) 7.760
20. SASSO MARCONI (Bologna) 14.719
21. MARINEO (Palermo) 6.814
22. VILLA BASILICA (Lucca) 1.789
23. PIETRASANTA (Lucca) 24.833
24. BORGO A MOZZANO (Lucca) 7.381
25. PORCARI (Lucca) 8.121
26. MASSAROSA (Lucca) 22.933
27. VILLA VERDE (Oristano) 384
28. ALESSANO (Lecce) 6.552
29. CORSANO (Lecce) 5.693
30. GAGLIANO DEL CAPO (Lecce) 5.485
31. MORCIANO DI LEUCA (Lecce) 3.460
32. PATU' (Lecce) 1.740
33. SALVE (Lecce) 4.708
34. TIGGIANO (Lecce) 2.931
35. MIRABELLO MONFERRATO (Alessandria) 1.399
36. CALATAFIMI SEGESTA (Trapani) 7.258
37. SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (Napoli) 9.561
38. PORTICI (Napoli) 53.981
39. TRECASE (Napoli) 9.311
40. TORRE DEL GRECO (Napoli) 87.197
41. BOSCOTRECASE (Napoli) 10.645
42. UMBERTIDE (Perugia) 16.890
43. ALCAMO (Trapani) 45.835
44. BUSETO PALIZZOLO (Trapani) 3.095
45. CASTELNUOVO CILENTO (Salerno) 2.614
46. ANGUILLARA (Roma) 18.882
47. BRACCIANO (Roma) 18.889
48. CERVETERI (Roma) 36.229
49. LADISPOLI (Roma) 40.855
50. MANZIANA (Roma) 6.951
51. ORIOLO ROMANO (Roma) 3.759
52. TREVIGNANO ROMANO (Roma) 5.949
53. BIANCAVILLA (Catania) 23.947
54. SENIGALLIA (Ancona) 45.027
55. CARRARA (Massa-Carrara) 65.573
56. NAPOLI 959.574
57. VENAFRO (Isernia) 11.545
58. CASTELBUONO (Palermo) 9.301
59. FRIGENTO (Avellino) 4.017
60. AGEROLA (Napoli) 7.456
61. BENEVENTO (Benevento) 62.035
62.BASSANO in TAVERNINA (Viterbo) 1.319
63.GALLICANO (Roma) 6.058
64.RIGNANO FLAMINIO (Roma) 9.790
65.CAPRANICA (Viterbo) 6.673
66.TIVOLI (Roma) 56.531
67.PREVALLE (Brescia) 6.995
68. GIULIANOVA (Teramo) 23.606
69. MODUGNO (Bari) 38.826
70. SANT’ORESTE (Roma) 3.870

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