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giovedì 7 novembre 2013

Come rimuovere 7 milioni di tonnellate di rifiuti dall’oceano

Progettiamo tecnologie capaci di operare a distanza su di un altro pianeta, il microchip inserito sotto pelle che se vuoi ti blocca la pipi che ti scappa...........e ste "zattere" che ripulirebbero gran parte neanche le immaginano!!!!!
“La storia dell’uomo è fondamentalmente un elenco di cose che non potevano essere fatte, e che poi sono state fatte”: questo il motto del giovane Boyan Slat, diciannovenne olandese che ha perfezionato un progetto potenzialmente in grado di ripulire gli oceani delle 7 tonnellate di plastica che attualmente si trova nelle acque e che mette a rischio interi ecosistemi. Quello dei vortici di plastica presenti negli oceani è un problema di primaria importanza, in continua crescita e considerato, fino ad oggi, di impossibile soluzione. A far cambiare idea al mondo, però, potrebbe essere la struttura progettata dal giovane studente di tecnologie e appassionato di ambiente e sostenibilità, in grado di ripulire un vortice di medie dimensioni in soli cinque anni. Il progetto dell’Ocean CleanUp Array, questo il nome della struttura galleggiante, si
basa sulla capacità dei lunghi tentacoli di catturare i rifiuti presenti nell’oceano, sfruttando le correnti oceaniche, per indirizzarli verso piattaforme in grado di raccogliere i rifiuti separando la plastica e riciclandola.
  DAL FORUM: Oceano e plastica, uno spot bellissimo
Le piattaforme sono anche in grado di garantire un basso impatto ambientale, separando il plancton dai rifiuti e reimmettendolo in mare tramite una centrifuga. In questo modo si preserva quella che costituisce una preziosissima risorsa per pesci e uccelli marittimi. In soli cinque anni, la struttura potrebbe in questo modo ripulire un vortice di plastica senza creare danni all’ecosistema: abbastanza per lasciar sperare di poter ripulire gli oceani delle 7 tonnellate che infestano le acque. L’Ocean CleanUp Array potrebbe costituire una vera e propria rivoluzione ecologica, della quale l’aspetto più sorprendente è forse l’autore: Boyan Slat ha iniziato a lavorare sul progetto già all’inizio della sua carriera universitaria presso la Delft University of Technology, dove ha vinto il premio Best Technical Design 2012.
 Slat ha poi continuato a svilluppare il progetto, fino a presentarlo mesi dopo al TedxDelft 2012, La sfida più grande, ora, è quella di trovare i finanziamenti per trasformare la sua visione in realtà.
FONTE

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