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giovedì 21 giugno 2012

Urbanistica a tuttogreen

Avevamo già parlato di Amburgo in occasione della sua elezione a European Green Capital 2011 e ora diamo un’occhiata più da vicino dal punto di vista architettonico ed urbanistico. Già, perchè Amburgo rappresenta uno spettacolare esempio di riqualificazione urbanistica in ottica ecosostenibile. Anzi, sarebbe più corretto parlare di trasformazione continua del tessuto urbano, una sorta di metamorfosi ecologica di una città che sembra capace di reinventarsi continuamente. La metropoli sull’Elba (1.8 milioni di abitanti) fino ai primi anni novanta aveva seguito un percorso di sviluppo simile a tante altre città, allargandosi e finendo per inglobare all’interno dei suoi confini diversi comuni limitrofi. La qualità della vita urbana andava via via degradandosi, proporzionalmente all’aumento dei pendolari, sicchè si decise un deciso cambio di rotta nelle politiche di sviluppo urbano, mirando a ridare vita ai quartieri più abbandonati di Amburgo, riqualificare la zona dei docks, potenziare i mezzi pubblici, espandere il
verde urbano. Rivitalizzare la città, in una parola. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: oggi il 20% della superficie di Amburgo è coperto da parchi o boschi e interi quartieri sono risorti a nuova vita. Il caso più spettacolare è quello di HafenCity, un progetto urbanistico unico per concezione e dimensioni: si tratta dell’area portuale, da anni in stato di degrado, dove gli enormi silos e i depositi per lo stoccaggio della merce sono stati riconvertiti in edilizia residenziale, con annessi servizi come scuole, case ed uffici, tutti invariabilmente a basso impatto ambientale, con consumi energetici che sono una frazione di quelli di un edificio di trent’anni fa. L’idea di base è rendere fruibile la zona comprese le banchine. Spesso si tratta di pregevoli esempi di archeologia industriale trasformati in spazi multifunzionali. Uno dei progetti più significativi è il centro ideato da Spengler e Wischolek, che ospita due scuole, una palestra, trenta appartamenti e un ristorante, collegato a una rete di teleriscaldamento ad alta efficienza energetica e progettato con una forma cubica pensata per minimizzare la dispersione di calore. Anche il duo di architetti svizzeri Herzog & De Meuron ha dato il suo contributo, creando una spettacolare sala da concerti all’interno dello Kaispeicher A, un ex-deposito di cacao. Addirittura nella zona est di HafenCity è in costruzione un intero quartiere ecosostenibile, dove l’energia sarà fornita da impianti geotermici o solari, pompe di calore che sfruttano l’acqua dell’Elba e piccole centrali periferiche a legna. Se HafenCity è il luogo per eccellenza ad Amburgo dove il design industriale incontra le ultime tecnologie green, con il risultato di fare risorgere un intero quartiere e di accorciare le distanze con il centro storico, anche altri quartieri sono stati oggetto di interessanti progetti di riqualificazione. E’ il caso di Wilhelmsburg, un’isola nel bel mezzo dell’Elba che, dopo essere stato fortemente colpito dall’inondazione del 1962, vivacchiava in stato di semi-abbandono, con vecchi edifici decrepiti e capannoni industriali lasciati a se stessi. Wilhelmsburg è oggi invece un interessante laboratorio, dove vedranno la luce nei prossimi 3 anni ben 40 progetti architettonici di vasta portata, che saranno uno dei biglietti da visita di Amburgo alla prossima esposizione internazionale di architettura. La seconda città della Germania si dimostra quindi capace di reiventarsi continuamente in sintonia con i tempi che cambiano. Un laboratorio di città del futuro, che non rinnega le proprie radici, ma le valorizza con le più moderne tecnologie e con tanto buon senso.
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