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domenica 14 giugno 2015

Il cantastorie

di Manuel di Maio - Da due anni, di fronte ad un fuoco vivo e scoppiettante, siamo riuniti in coro ad ascoltare le fiabe del nostro cantastorie, l’unico che oltre ad intrattenere la folla, grazie alla parlantina fluida e sciolta, riesce a governare un intero villaggio. Proprio perché tutto il paese è intento nell’ascoltare le sue storie, il giullare riesce a compiere i suoi voleri, quasi come un giano bifronte, che mentre da un lato ipnotizza dall’altro agisce. Proprio quando qualcuno volge lo sguardo alle spalle del menestrello, perché incuriosito da cosa le sue spalle stiano compiendo, e chiede spiegazioni di quanto succede lì dietro, ecco che a colpi di insulti (“stai zitto,STUPIDO” ndr), di urla e di errori grammaticali, il cantastorie tenta di zittire, inquietare gli attenti ascoltatori, che minano il suo teatrino. La messa, che puntualmente il cantastorie propone è ovviamente priva di possibilità di interruzioni, di fatti se interrompi qualcuno che racconta una favola, come puoi credere di comprenderla, e non solo, mini anche l’attenzione degli altri, che con tanta attenzione ascoltano la lezione. Ed è proprio per questo motivo, per le continue richieste di spiegazioni, su ciò che accadeva dietro le spalle del menestrello, che molti di noi, illuminati dalle fiamme, non hanno ascoltato ben bene tutte le favole, ed in ciò, oltre a porre delle domande, hanno tentato anche di allungare il collo, spinti anche da altri già in piedi che indicano proprio le spalle del cantastorie.
Quando fummo “rapiti” dalle fiabe del cantastorie, ci pareva di aver trovato il
nostro messia, ed allora, così come i topini, appena dopo l’ascolto del piffero, seguirono il pifferaio magico, così, nelle stesse sembianze, seguimmo, illudendoci, festanti e felici le sue chiacchiere, ignari del fatto che, proprio come i roditori, ci stavamo dirigendo verso il fiume, per annegare. La storia che ci attirò più di tutte fu quella dello smaltimento dei rifiuti e difatti, in una calda serata panzese, il pifferaio ci raccontò questo dal minuto 56.10
“ La differenziata è qualcosa che va messa in campo subito, cercando anche di recuperare ricchezza da questa differenziata. Per quanto riguarda i contratti con l’impresa che svolge il servizio (ego eco, quella attuale ndr.), io penso che vanno impugnati tutti i contratti e vedere quali sono le condizioni e cercare di migliorare quelle condizioni, VA RIVISTO IL CONTRATTO DEL GREENFLASH, IL CONTRATTO DELLE STRISCE BLU, VA RIVISTO IL CONTRATTO CON L’IMPRESA CHE HA IN APPALTO IL SERVIZIO DEI RIFIUTI. Come dobbiamo affrontare subito questa situazione? Sicuramente quella di Punta Caruso (Zaro ndr) è uno sconcio macroscopico PERCHE’ E’ INTOLLERABILE CHE SI POSSA FARE UNO STAZIONAMENTO A PUNTA CARUSO (e di fatti se i carabinieri non fossero intervenuti i camion erano ancora li, dove Del Deo lì aveva trovati e tenuti ndr.), OPPURE SU CAVA DELL’ISOLA ( dove sono tutt’ora  ndr.), oppure nel campo sportivo di Panza (di fatti a Panza non ci sono più, li ha trasferiti al Palazzetto dello sport a Forio), e su questo ci troviamo d’accordo. Noi dobbiamo anche pensare AD UN PIANO IMMEDIATO, perché le discariche a Napoli avranno sempre più problemi… IN 20 anni non hanno mai pensato ai problemi dei rifiuti, NOI DOBBIAMO FARE LE OPERE IN CONVENZIONE CON IL CITTADINO: se io porto l’immondizia da Angelo, lui fa le barricate, e giustamente, se la portano da me io faccio le barricate, e giustamente, se invece cominciamo a ragionare diversamente, non so, Tizio c’ha un sito allo scentone, guarda noi ti mandiamo tutto il vetro, facciamo tutte le attrezzature per triturare il vetro e portarlo poi alle vetrerie, cosa che abbiamo visto è POSSIBILE OTTENERE ANCHE DEI FINANZIAMENTI, perché con il CONAI c’abbiamo parlato ieri… Se noi cominciamo a dislocare, alla fine l’umido che rimane sarà pochissimo, sarà un camion al giorno che va a Napoli, POI POTREMMO ATTREZZARCI PER IL DISCORSO DEL COMPOSTAGGIO, il compostaggio E’ LA PARTE PIU’ DURA DA RISOLVERE perché, ne parlavamo ieri con QUESTI ESPERTI CHE SONO VENUTI DA TRENTO, perché Ischia è zona rossa ed E’ IMPOSSIBILE FARLO (pensare che lo fanno nelle città senza problemi, noi siamo un paese di natura rurale, in cui ognuno è a stretto contatto con un appezzamento di terreno, dovrebbe essere molto più semplice).
Questa l aggiungo di mio , la feci tempo fa e lega perfettamente.
DOBBIAMO ATTREZZARCI SUBITO PER AVVIARE QUESTO DISCORSO, PER L’ANNO PROSSIMO (si riferisce entro l’esate 2014, infatti le elezioni si svolsero nel 2013 ndr) DOBBIAMO RIUSCIRE A TROVARE QUESTA SOLUZIONE.  RIDUCENDO I VOLUMI SIGNIFICA RIDURRE I COSTI… COSI’ IL CITTADINO PAGHERA’ MOLTO DI MENO”. Estasiati dalla meravigliosa favola, eravamo certi che il cantastorie avrebbe realizzato quanto diceva, ed invece, guardando alle spalle dello stesso, ci rendemmo conto ben presto che la favola era rimasta tale. Non solo nel periodo del “mandato DEL DEO” la differenziata è diminuita di qualità, infatti siamo arrivati al 382esimo posto su 385 in Campania, cioè in pratica, con tutto il rispetto, l’Isola di Tonga, per quanto lontana che sia, ci fa un baffo; ma anche i costi sono aumentati, dati alla mano (mysir.it): nel maggio 2013 (mese appena antecedente l’elezione del menestrello ndr.) la raccolta differenziata toccava il 28,83 % mentre il dato di Febbraio tocca il 24,77 %, cioè 4 punti percentuali, che in una classifica dove i comuni si distanziano di 0.3 % o anche meno, risulta un’enormità. Ma non è finita qui, è chiaro dai numeri (siope.it) che la tariffa è addirittura AUMENTATA! Infatti a Maggio del 2013 abbiamo pagato 365.184,27 mentre a Febbraio del 2015 abbiamo pagato, tenetevi forte, 1.015.290,36! Capite, non solo il servizio è peggiore, paghiamo anche di più… Ed intanto tutti ad ascoltare le favole…
Come dimenticare quando il nostro saltimbanco (Saltimbanco  s. m. [da saltare in banco, cioè sui banchi] (pl. -chi). – 2. fig., spreg. Chi esercita una professione, un’attività, un’arte cercando soprattutto di soddisfare i proprî interessi, di mettersi in mostra, di raggiungere il successo personale, con assoluta mancanza di serietà e credibilità: è un s. della politica), ci raccontò di voler andare in India per salvare i Marò, tipo Rambo, oppure quando voleva costruire l’aeroporto, quando non sapeva neanche dove mettere i camion della nettezza urbana, prima di ubicarli in bella vista a cava dell’Isola. Che dire delle favole dedicate a Stani Verde, reo di essere nell’ordine: “cavallo di troia”, “serpe in seno” e “tartaruga”.
Ah, dimenticavo, certo, la tartaruga…
Nel pieno del consiglio comunale il cantastorie si alza, e con il dito puntato verso Stani Verde tenta, con goffezza ed ignoranza, di raccontare un ennesima favola, la famosissima favola di Fedro ,a detta sua, “la tartaruga e lo scorpione”, che nei fatti non solo non è stata scritta da Fedro, ma in realtà si tratta della “Rana e dello Scorpione”.

L’accusa di traditore, nei confronti del Verde, sembra richiamare un noto proverbio, visto che stiamo in tema, “Il bue dice all’asino: Cornuto!”. E di fatti così è se si nota con un minimo di attenzione, simulando sempre l’ascolto delle sue fiabe (altrimenti comincia ad innervosirsi e diventa un concerto rap) la differenza tra quello che racconta al suo pubblico e quello che accade a sua coscienza dietro le sue spalle. Il vero traditore non è chi è stato tradito come Stani Verde, ma chi ha tradito il suo mandato, chi tradisce i suoi elettori, chi deturpa il suo paese. Il vero traditore è il cantastorie… 

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