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martedì 29 novembre 2011

La mano oscura della Nestlè sull’Acqua Sorgiva di Ischia


di Davide Iacono e Antonello Iacono - Premessa: Queste sono le Acque della Nestlè: Claudia, Issima, Levissima, Limpia, Lora-Recoaro, Panna Pejo Alpina, San Bernardo, San Pellegrino, Tione, Ulmeta e Vera.
Sebbene sia una “Azienda Multinazionale” che sfiora il sadismo, dato che a più riprese è stata tacciata di collusioni in atti vergognosi perpetrati nei paesi poveri, Nestlè controlla il 32% del mercato globale delle Acque in bottiglia, di cui tantissime fanno bella figura sulla nostra tavola e nei supermercati, bar, ristoranti e negozi. Non voglio aggiungere altro visti gli innumerevoli casi che sono disponibili in “rete” per chi volesse approfondire l’argomento ma invito tutti a partecipare al ‘boicottaggio’ a cui io e Francesca abbiamo dato inizio da 2 anni circa.
Fonte: Libro”Guida al Consumo Critico”.
Quindi costoro vogliono affidare la gestione delle acque sorgive Isolane (Bene Comune e risorsa della collettività) ad un Privato che per di più è una Multinazionale a
rilevanza mondiale?
Dopo tutto quello che ha comportato l’analogo sfruttamento in altri paesi “più poveri”?
Per non ripetere cose già dette in precedenza, a noi desta enorme preoccupazione la presenza di un tale colosso finanziario ed industriale sul nostro territorio.
È quindi naturale chiedersi, come si vorrebbe essere gestiti? O meglio, cosa ci si aspetta dalle amministrazioni locali relativamente alla gestione di tale risorsa di proprietà dei cittadini?
Parliamo di Acqua Pubblica anche forti del risultato referendario di Giugno 2011.
E costoro, invece di preoccuparsi di come migliorare l’attuale servizio, che va detto è espletato con negligenza ed incompetenza, e renderne congrui i costi (alti nel presente e come previsto dal trend ancor più nel futuro) non giustificati dalla qualità del servizio offerto a tutt’oggi, si pensa di dare in gestione, alla Nestlè, le nostre Acque Sorgive che sono tra le più importanti risorse del nostro preziosissimo territorio e per le quali la nostra isola è conosciuta nel mondo!
E questo nonostante le terribili esperienze che altre realtà (anche italiane) stanno vivendo o hanno vissuto in conseguenza dell’attuazione di un sistema di gestione privato, regolato dalla politica del profitto e niente di più, del bene comune più alto insieme all’aria che respiriamo e cioè l’ACQUA.
Una bellissima parola che in sé contiene il seme della vita sul nostro pianeta e che ne rappresenta la genesi.
Questo insulso progetto, se applicato, supererà di gran lunga l’enorme bufala della metanizzazione e resterà, come memoria storica della stupidità, negli annali del Mondo che verrà ………… se mai verrà!
Non siamo in grado di implementare un mercato delle bevande in vetro (o plastica) regolato secondo il modello del vuoto a rendere, la qual cosa ridurrebbe il volume dei Rifiuti e i relativi costi di gestione e darebbe prova di un impegno Isolano nel ridurre le emissioni di Co2 ….. cose che ci farebbero meritare sul campo, non a chiacchiere (spesso pre-elettorali come è il caso del Comune di Barano con quest’ultima trovata fuori dai tempi riguardante la nuova sistemazione della piazza dei Maronti mentre tonnellate di liquami urbani, tutti illegali, scendono senza controllo a mare) l’etichetta o il marchio di “Isola del Benessere”.
Non si mostra nessun interesse verso il recupero (serio e non faceto) di quelle fonti di acqua sorgiva (uniche al mondo) rinomatissime sin dall’antichità e almeno utilizzabili fino a 60-70 anni fa. Zampilli di acqua naturale (calda, tiepida e fredda) le cui fonti sono abbandonate e/o “seppellite”, e che rappresentano vero patrimonio e risorsa del territorio, alle quali abbiamo sostituito zampilli di tutt’altra natura e da tutt’altra fonte che per rispetto del lettore ci si limita a lasciar immaginare.
Perché non si sceglie, a livello intercomunale, di unire le forze per applicare queste idee e su esse fondare progetti di recupero e rivalutazione, realizzati con l’utilizzo sostenibile delle nostre risorse: Sole, Geotermia, Acqua. Una Biosfera il cui Clima, particolarmente adatto a tali scopi, la rende pressoché perfetta.
Invece di unire le forze e gli sforzi le nostre sei amministrazioni (scegliendo l’opposto del modello di sviluppo ecosostenibile che ha caratterizzato le scelte dell’ultimo decennio dei paesi che sono, economicamente e per indice di sviluppo, ai vertici del mondo e della stessa Europa – come lo è la Germania che da anni ha intrapreso questa strada) li vediamo sempre più impegnati per le cose più futili e il più delle volte scarsamente lungimiranti come ad esempio il metanodotto (anche se c’abbiamo il fuoco sotto ai piedi), i vari ripascimenti (ma il mare si è ripreso tutto e per farli abbiamo distrutto praterie di poseidonia che oltre a difendere le coste dai marosi rendevano il nostro mare uno dei più vivi del mediterraneo), e non occorre andare oltre tanto tutti sappiamo le opere realizzate sull’isola, quasi sempre male se non addirittura mai completate. Pertanto tali scelte sconsiderate hanno arrecato, nell’immediato futuro, più danni che benefici alle comunità ma non ai potentati economici né alle lobby delle imprese e tantomeno ai professionisti ad esse legati.
Ci sono le risorse che la natura ci ha messo a disposizione gratuitamente ma che vanno senza alcun dubbio rispettate. Invitare le amministrazioni al loro recupero e valorizzazione peer renderne efficacemente sostenibile l’utilizzo, è chiedere troppo? E quelle poche volte che danno risposta a queste istanze, con l’intenzione di demolire questi modelli di sviluppo … ci si chiede: Ma ci sono ….. o ci fanno????
Sia che ci siano sia che ci facciano in sostanza non c’è scusa che regga. Lo comprendano una volta e per tutte che l’informazione è sempre più alla portata dei cittadini (che lo tengano sempre presente). I cittadini possono oggi dire la loro su cosa vada fatto e cosa non si deve assolutamente fare. I cittadini possono contribuire efficacemente a stabilire cosa occorra per una corretta e globale gestione del ciclo dei rifiuti (altra risorsa gratuita prodotta dal cittadino che attualmente è l’unico ad essere penalizzato e a sopportarne i costi – ma questa è un’altra storia e ci ritorneremo). I cittadini possono oggi indicare cosa occorra per realizzare un valido piano energetico e come andrebbe gestita l’acqua (pubblica sempre) privilegiandone il risparmio ed il riutilizzo. Ergo è possibile, con il buon senso di tutte le componenti della società civile, stabilire come vivere in una Biosfera senza distruggerla.
QUESTO È IL PERCORSO DA INTRAPRENDERE!
O dimostrate di essere in grado di percorrerlo e di essere quindi al passo con i tempi, oppure l’unica alternativa possibile è che vi facciate da parte una volta per tutte. Viviamo nel 2011 e siamo stanchi di sopportare idee tanto obsolete quanto vetuste sono le menti che le partoriscono. Idee rivolte esclusivamente al benessere di pochi (amici, parenti, compari e comparielli) il cui peso grava solo ed esclusivamente sui singoli cittadini. È la storia, anche più recente, lo dimostra.
ADESSO O MAI PIÙ!!!

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