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venerdì 7 ottobre 2011

Discorso all' Italia

Buongiorno, Italia.
Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione.
Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione.
Ne godo quanto chiunque altro.
Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcosa o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a queste Elezioni Nazionali 2013, un giorno ahimè sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno politici armati di chiacchiere .
Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità.
E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in quest’ Italia.
Incompetenza e ingiustizia, intolleranza e oppressione.
E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. 
Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta?
C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso.
La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale.
Vi hanno promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso.
La mia speranza è quella di ricordare all’ Italia che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive.
Quindi, se non avete visto niente, se i mali di quest’ amministrazioni comunali, regionali e Nazionali vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato quest' evento del 2013.
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, e insieme offriremo loro un progetto che non verrà mai più dimenticato.

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