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martedì 10 gennaio 2012

La mappa dei crateri pericolosi : Ischia-Lipari-Pantelleria

Ecco la mappa dei vulcani italiani che mettono a rischio la sicurezza degli italiani. ISCHIA-LIPARI-PANTELLERIA - Queste tre isole sono dei veri e propri vulcani che da lungo tempo si trovano in una fase di totale tranquillita'; e sono soltanto i dati storici geologici oltre alla presenza di fumarole e sorgenti termali che ci ricordano che devono essere considerate ancora attive. Ischia e' inattiva dal 1302, Lipari dal VII secolo e pantelleria addirittura da circa 8 mila anni. STROMBOLI - E' la piu' settentrionale delle isole Eolie ed e' nota fin dalla piu' remota antichita' per la sua attivita' persistente: esplosione di moderata energia che lanciano ad altezza di 100-200 metri getti di gas e frammenti di magma incandescenti.
L'attività  dello Stromboli si interrompe solo molto raramente e e in genere per pochi mesi e in effetti anche se dal mare emerge solo una punta alta 924 metri lo Stromboli e' in realta' un grosso edificio nato circa 200 mila anni fa che si estende per 1500 metri sotto il livello del mare, tipo un vulcano-iceberg. L'attivita' persistente non rappresenta alcun pericolo, ad eccezione di alcuni fenomeni eruttivi piu' intensi per i quali le colate di lava incandescenti arrivano fino in mare e possono anche provocare piccoli maremoti.
VESUVIO -L'ultima volta che si e' svegliato e' stato nel 1944. Non ci sono ancora segnali di imminente riattivazione ma il Vesuvio e' il vulcano a massimo rischio. In caso di eruzione dovrebbero essere evacuate migliaia persone. CALDARA FLEGREA - L'ultima eruzione risale al 1538. L'evento atteso in caso di riattivazione e' un'eruzione esplosiva al centro della caldera flegrea. La popolazione esposta al rischio va da 70 mila a 200 mila persone. Due crisi sono state registrate tra il 1970-1972 ed il 1982-1984 con sollevamento del suolo e terremoti, ma non sono sfociate in un'eruzione. La situazione attuale e' tranquilla. VULCANO - L'ultima eruzione risale al 1890 e si e' trattata di una manifestazione di tipo esplosivo.La popolazione esposta e' di 700 persone in inverno e di 10 mila persone in estate. Da alcuni anni si osservano, con oscillazioni, aumenti di temperatura delle fumarole del cratere (passate da 300 a 700 gradi centigradi), aumento di fratture, frane, aumento del flusso dei gas dal suolo, piccole crisi sismiche e modestissime deformazioni del suolo.
La RepubblicaPalermo

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